Hoi An - Una fuga d'amore nella città-museo

8 – 10 Giugno 2016

L’autobus notturno ci lascia ad Hoi An alle prime luci del mattino, come al solito appena scendiamo veniamo invasi dalla folla di tassisti che ormai abilmente allontaniamo. Questa volta ci aspettano anche promotrici di alcune guesthouse e anche alla nostra risposta “grazie abbiamo già prenotato” insistono dicendo che tanto la prenotazione su booking non è vincolante e possiamo sempre cambiare posto. Ma, cara signora dal vestito tradizionale, se ho prenotato in quel posto significa che forse voglio andare PROPRIO lì!!
Ci incamminiamo verso la nostra guesthouse che dista un paio di chilometri dal centro città. E’ presto, l’aria ancora non è bollente quindi decidiamo di andare a piedi. Prima però un bel Iced Coffee vietnamita. Peccato però che questa volta la preparazione non è come quella a cui siamo stati abituati più a sud, invece della bottiglia di caffè già pronto e già raffreddato in frigo che viene versato su un bel bicchierone insieme al latte condensato e a cubetti di ghiaccio, ci arriva il caffè caldo e un bicchiere di ghiaccio.

Apparentemente si potrebbe pensare che non cambi nulla e invece cambia radicalmente, il sapore è diverso, il gusto è meno corposo e la temperatura è ovviamente tiepida e non gelata. Rimaniamo un po’ insoddisfatti, ma ci rifaremo nel pomeriggio.
Arrivati in guesthouse la nostra camera non è ancora pronta, devono ancora finire di pulirla, ma noi aspettiamo senza problemi rilassandoci nei tavolini in legno del giardino nella quiete più assoluta. Eh si, questa volta ci siamo voluti fare un regalo, per questo abbiamo prenotato in anticipo, volevamo stare rilassati in un bel posto, elegante, pulitissimo, confortevole. Dopo mesi di viaggio siamo ormai pronti a qualsiasi guesthouse ma ogni tanto pagare qualche dollaro in più per avere servizi decisamente migliori e più simili ai nostri standard occidentali ci piace proprio. Come ci piace mangiare nei baracchini per strada, ma ogni tanto concederci una cena elegante e raffinata!
Quando mettiamo piede nella camera è esattamente come la volevamo, bella, ben arredata, profumata, spaziosa…e con una bella bottiglia di vino in vista sopra il tavolino. Ci è bastato uno sguardo per dirci che quella bottiglia sarebbe diventata nostra! Un po’ di lusso per 6-7 € in più rispetto al solito.

Our home in Hoi An
Mille e una notte

Dopo una doccia rinfrescante dopo la nottata in autobus prendiamo le bici messe a disposizione dalla guesthouse alla scoperta del centro storico. Hoi An ce la immaginavamo una mezza metropoli, un po’ come Saigon e invece scopriamo con piacere che è poco più di un paesino, affacciato su di un fiume, in cui tutto è improntato alla bellezza. Tutto è curato nei minimi dettagli, i vicoli sono colorati dalle lanterne appese, eleganti, raffinati.

Lanterns in Hoi An
Le lanterne che colorano la città

Così come gli edifici bassi che li circondano. Tutto perfetto, immacolato, quasi come un quadro. Ovviamente si respira la poca autenticità, non ha niente a che vedere con i veri paesini vietnamiti poco portati al turismo. Si vede la precisa volontà di far diventare questa cittadina proprio così, con uno stile un po’ francese. Il risultato è impeccabile ma poco autentico.

Hoi An street
Le signore dal cappello a punta

Nonostante questo ce la godiamo fino in fondo, facciamo gustare a tutti i nostri sensi l’armonia di questo angolo di mondo!
Compriamo il biglietto cumulativo che ci permette di entrare in 5 attrazioni della città vecchia e iniziamo la nostra passeggiata.

Walking around Hoi An
Il bivio…

 

Walking around Hoi An
Passeggiando

La prima tappa è il ponte giapponese, all’interno del quale c’è un piccolo tempio. Non capiamo proprio fino in fondo perché il passaggio in questo ponte possa essere a pagamento ma non ci facciamo troppe domande. Nel tempio vendono dei ciondoli con i segni zodiacali dell’oroscopo cinese e li compriamo, io quello della Tigre (!!!!) e Marco della Mucca (anche se lui vuole che si chiami Bufalo, per darsi un tono!! Si, si, lo so, la mucca è arrivata prima della tigre…ma è stata palesemente fregata dal topo!!).

Japanese bridge in Hoi An
Attraversando il canale sul ponte Giapponese

 

Temple in the Japanese bridge in Hoi An
Il tempio nascosto nel ponte Giapponese

Al di là del ponte la città continua con i suoi vicoli, pieni zeppi di negozi di vestiti, souvenirs e quanto più un turista possa desiderare…e non posso fare a meno di mettermi a guardare qualche vetrina! Mentre torniamo indietro incontriamo una venditrice ambulante di frutta, con il cappellino a punta e il loro particolare metodo di trasporto (vorrei saperlo descrivere, ma la foto sotto è molto più esplicativa di qualsiasi mia parola!). La signora ci viene incontro sorridente e mi mette in spalla tutto il suo ambaradan suggerendo a Marco di farmi una foto. Arresi e resi inermi dal suo sorriso e dal suo fare gioioso “sottostiamo” a questo gioco, ben sapendo che poi dovremmo comprare qualcosa dalla sua cesta.

Beginner fruits seller in Hoi An
Prove per diventare vietnamtita

Poi è il turno di Marco e io mi accingo ad immortalare il momento. Alla fine, come era ovvio, ci chiede di comprare la sua frutta, potremmo dire di no ed andarcene ma la signora ci sta simpatica e poi ha dei frutti tropicali che troppe volte abbiamo visto nelle bancarelle ma non abbiamo mai comprato. Scopriamo poi essere mangosteen e lychee e scopriamo anche che hanno un sapore indescrivibilmente buono…sappiamo già che non ne potremo più fare a meno!!

Tasty fruits in Hoi An
Una lezione sui frutti tropicali

Divertiti e gustando ancora il sapore di quei frutti fino ad allora ignoti, continuiamo a passeggiare fino alla prossima attrazione.

Walking around Hoi An
Ma chi è questo bel ragazzo???

Decidiamo di andare in una delle case storiche (Tan Ky House) posseduta da una facoltosa famiglia vietnamita che occupa ancora i piani superiori della casa, mentre il piano terra è visitabile per ammirarne l’architettura e il fine arredamento, frutto di una commistione di stili: vietnamita, cinese e giapponese!

Old house in Hoi An
Profumo di antico

Non lontano dall’edificio, ma dall’altra parte del ponte, avevamo visto prima uno di quei “ristoranti” a cielo aperto, con i tavolini e le sedioline da bambini, dei fornelli improvvisati e un bancone, in cui vengono preparate specialità vietnamite. Dato l’affollamento di clientela autoctona che avevamo notato, decidiamo di pranzare lì. Ci viene portato il famoso Cau Lau, un piatto fatto di noodles di riso, carne e verdure. Ci piace!!!
Dopo pranzo continuiamo la visita della città vecchia e ci fermiamo in un tempio e in una cappella di una famiglia vietnamita, entrambi molto carini da vedere ma non urliamo al miracolo.

Temple in Hoi An
L’influenza cinese in Vietnam

 

Temple in Hoi An
Ingresso al tempio

Nell’ultima la signorina che ci fa da guida ci fa fare un gioco con delle monetine da cui dipenderà la nostra fortuna o sfortuna…lascio la “responsabilità “ a Marco che esprime un desiderio, tira le monetine e…esce FORTUNA!!! La signorina mi cede le monetine ma decido che il risultato ottenuto da Marco va benissimo, meglio non esagerare con le richieste di fortuna, sono comunque sicura che il suo desiderio di felicità comprenda anche me e questo mi basta per una vita intera!!
Inforchiamo di nuovo le bici e decidiamo di andare a fare un riposino nella nostra camera lussuosa, per far passare queste ore centrali afose della giornata. Prima però andiamo a prendere informazioni in un ristorante in cui avevamo letto fosse disponibile un corso di cucina economico (qui i prezzi standard si aggirano minimo sui 30$ e non abbiamo intenzione di spenderli!). Il gestore della locanda non ci convince più di tanto e per di più tra le possibili ricette da scegliere non ce n’è neanche una dei piatti più famosi…e allora che la facciamo a fare la lezione di cucina se non mi insegni i piatti tipici??? Andiamo via insoddisfatti!!
In guesthouse in realtà non ci riposiamo molto perché prendiamo in mano la questione Halong Bay: vogliamo fare un tour in barca tra i faraglioni del nord che sia indimenticabile, ma ci sono molti interrogativi. Halong Bay o Cat Ba Island? Qualche compagnia scegliere? Sarà affidabile? Dobbiamo leggere più recensioni possibile! Quanti giorni? Siamo a conoscenza del fatto che molti tour che partono da Hanoi per Halong Bay sono solo “allevamenti di turisti”, barche da 20-30 persone, che ti portano solo nella baia più famosa in cui quindi ci sono almeno altri 100-200 barconi, le guide non sono valide, etc, etc. E noi non vogliamo tutto questo, vogliamo qualcosa di più magico, di meno scontato. Ma come muoverci in queste acque così torbide in cui ogni agenzia sembra avere qualcosa da nascondere? In più i tour privati e un po’ più particolari sembrano costare un’eresia. Guardiamo un bel po’ di recensioni e scriviamo qualche mail a qualche agenzia. Per oggi abbiamo portato avanti la questione a sufficienza!
Nel tardo pomeriggio usciamo di nuovo in bici per risolvere qualche altra questione. Innanzi tutto dobbiamo trovare il terminal degli autobus verso Danang (da cui prenderemo il treno per Huè); giriamo un po’, chiediamo in giro e alla fine lo troviamo. Bene! Adesso è ora di cercare qualche cooking class. Passando nello stesso vicolo in cui si trovava la locanda da cui abbiamo chiesto info prima, notiamo un altro ristorante che offre lezioni di cucina. Ci fermiamo e la signora ci accoglie calorosamente…una partenza ottima! Ci spiega bene come si svolgerà la lezione e ci fa scegliere i piatti che vogliamo fare: possiamo sceglierne 3 e poi lei ci offrirà il dolce. Il prezzo è un buon compromesso: 600.000 dong. Prenotiamo per il giorno dopo!!

River in Hoi An
La vita sul canale

Adesso che è tutto sistemato ci godiamo lo scendere del tramonto tra le viuzze della città vecchia, in cui la luce del sole lascia lo spazio ai giochi di luce delle numerose lanterne che arredano il centro città.Si respira un’atmosfera piacevole e rilassante!! Facciamo qualche foto e poi ci incamminiamo per cena: abbiamo deciso di andare in un ristorante vegetariano che abbiamo visto passando in bici.

Hoi An by night
Passeggiata notturna

La cena è buona ma non eccezionale, ma siamo comunque soddisfatti e adesso il nostro pensiero si volge alla bottiglia di vino rosso che abbiamo in camera.
Prima di tornare Marco si compra dei sigari da gustare con il bicchiere di vino…e così passa la nostra serata, nel nostro tranquillo terrazzo, con un bicchiere di vino rosso, un sigaro e quei due occhi dolci e profondi che mi guardano innamorati!!
Il secondo giorno ad Hoi An è pieno di appuntamenti: sembriamo quasi social!! Alle 11 abbiamo il corso di cucina, mentre la sera siamo invitati a cena dalla signora della guesthouse che ha deciso di cucinare una cena tipica a tutti i clienti (gratuita!), come non accettare!!
Dopo un’abbondante colazione inclusa nel prezzo della camera, a base di pancake alla banana e frutta, prendiamo la bici e andiamo alla cooking class. Quando arriviamo vediamo il tavolo già imbandito con tutti gli attrezzi da cucina, ci mettiamo la parannanza e cominciamo. Siamo solo noi e questo non ci dispiace.
Come piatti abbiamo scelto il Cau Lau, il pollo con lemongrass e ginger e i pancake salati con i gamberetti. Abbiamo optato verso questi piatti perché ci sembravano maggiormente riproducibili una volta rientrati in patria, alla fine non vogliamo che la scuola di cucina sia fine a se stessa ma che ci dia idee per piatti che possono entrare nella nostra routine una volta finito il viaggio.
La signora è molto sorridente e molto brava, ci dà le giuste informazioni e ci fa prendere manualità con ogni passaggio della preparazione. Cuciniamo un piatto per volta e poi ci sediamo a mangiarlo…questo significa che alle 11:30 stiamo già mangiando una scodella interminabile di Cau Lau con ancora nello stomaco i pancake alla banana della colazione!! Fortuna che la signora capisce che è impossibile che riusciamo a mangiare tutto quindi ci incarta i pancake ai gamberetti per mangiarceli nel pomeriggio.

Cooking class in Hoi An
E la tradizione dei corsi di cucina continua

Siamo molto soddisfatti di come abbiamo vissuto questa esperienza e già pensiamo a quando faremo assaggiare queste ricette ai nostri amici e parenti in Italia!
Salutiamo calorosamente la simpatica signora e torniamo in guesthouse abbottati di cibo. Siamo così pieni che non riusciamo a stare sdraiati nel letto e verso le 16 riprendiamo le bici e andiamo a fare una passeggiata verso la parte costiera di Hoi An…ricordandoci che dobbiamo essere a casa per le 18 per la cena in hotel! Alle 18???? Ancora abbiamo i pancake della colazione che girano e i pancake ai gamberetti incartati per merenda, non ce la facciamo più di ingurgitare cibo!!
La passeggiata in bici ci fa almeno iniziare la digestione ma non basta per alleviare la sensazione di gonfiore. Domani digiuno!! Quando arriviamo alla spiaggia, quella più vicina al centro città ci accorgiamo che non è niente di che e non ci viene neanche voglia di farci un bagno in mare. Probabilmente le spiagge un po’ più nascoste sono molto meglio ma non abbiamo tempo di andarci, siamo persone impegnate!!
Quando torniamo in guesthouse ogni nostra speranza che l’orario dato per la cena fosse arbitrario viene distrutta: alle 18 (anche qualche minuto prima!) la tavola è già imbandita!! La signora ci ha preparato del riso giallo con pollo e alcuni dolcetti a base di riso. Ci portiamo dietro la nostra metà bottiglia di vino per far andare giù meglio la cena e cerchiamo anche di socializzare con le altre due coppie che siedono con noi, peccato che siano entrambe madrelingua inglese e che a poco a poco la conversazione viene monopolizzata dal loro accento perfetto e dalla loro fluency impeccabile, non lasciando più spazio ai nostri interventi meno perfetti. Per un po’ ascoltiamo le loro conversazioni pompose e altisonanti, poi ci stanchiamo visto la loro poca voglia di coinvolgerci capendo la nostra maggiore difficoltà nel parlare questa stramaledetta lingua internazionale!!! Non fanno altro che raccontarsi le loro esperienze top in questi mesi di viaggio, ma mi diverto nel sentire le due parti femminili affermare le loro incapacità nel guidare gli scooter…saprete pure parlare con l’accento perfetto e con il quadruplo del mio vocabolario, ma io ho guidato la motorella di Mr Ku in mezzo alle risaie e alla giungla!!! Una cosa però ci rimane delle loro storie: una delle due coppie è stata ad Halong Bay con un tour prenotato da Hanoi ed il loro racconto corrisponde con quello che abbiamo letto ovunque, barcone con 20 persone, una guida annoiata e assente e una navigazione nei punti più turistici in cui all’orizzonte si vedevano centinaia di altre barche. Non vogliamo assolutamente fare una cosa del genere!!!
Stanchi della giornata eccessivamente culinaria ci fumiamo il mezzo sigaro lasciato da ieri e ci godiamo la pace del nostro terrazzo prima di cadere nelle mani di Morfeo!!
Il terzo e ultimo giorno inizia come ieri con il pancake alla banana…ma chi me l’ha fatto fare?? Mi sento male tutto il giorno!!! Dopo colazione ci prepariamo e con un taxi raggiungiamo il terminal degli autobus per Danang.
Arriviamo e un signore ci assale facendoci salire sul primo autobus. Il biglietto costa 18000 dong, è scritto ovunque, alla biglietteria, in un foglio attaccato dentro all’autobus, ma il nostro caro signore che ci ha tanto voluto spingere su quell’autobus ci chiede 30000 dong a testa. Non ci siamo capiti!!! Gli avevamo già preparato i 36000 dong totali e gli diamo quelli, ma non li vuole, ne vuole 60000. Fa anche la scena di andare da una signora vietnamita seduta davanti e ci fa vedere con fermezza che anche lei, una locale, gli ha dato 30000 dong. A me sembra tanto un teatrino e non mi fido. Continuo a mostrargli il cartello in cui è scritto 18000 dong ma lui continua a dire di no e a guardarmi brutto, poi gli viene il colpo di genio e dice ci fa capire che dobbiamo pagare di più per gli zaini (cosa che in Europa può succedere, ma in Asia è assolutamente impensabile!!), poi riduce a 20000 dong e non si scosta da quella cifra. Alla fine gli diamo questi dannati 20000 a testa, ma sono profondamente irritata da questo comportamento e questa predisposizione mentale a fregare il turista in tutti i modi, cercando sempre di estorcere più denaro dalle sue tasche! Il DENARO, ancora il denaro, solo quello conta!!! Che rabbia!!! Dopo aver ottenuto i suoi 20000 dong, va con nonchalance dalla signora con cui aveva fatto la scenetta dei 30000 dong e le ridà indietro i soldi, io lo guardo e a gesti gli faccio capire che questo suo gesto non è passato inosservato e che non sono stupida come voleva che fossi!!!
Una volta a Danang raggiungiamo la stazione e compriamo il biglietto per Huè per due ore dopo. Il motivo per cui siamo qui è che abbiamo letto che il percorso in treno Danang – Huè è uno dei più scenici e vale la pena vivere questa esperienza. Staremo a vedere! Nel frattempo passano lentamente le due ore nella sala d’aspetto, ormai siamo abituati alle lunghe attese e il nostro modo di concepire il tempo sta profondamente cambiando e si sta adattando alla lentezza del sud est asiatico!
Finalmente in treno e dopo qualche chilometro capiamo il perché dell’aggettivo “scenico”. La ferrovia passa tra le pendici delle montagne, pochissime gallerie, la strada ferrata si adatta alla morfologia del territorio, un po’ come le stradine di montagna a cui siamo abituati. Dal finestrino vediamo lo scorrere lento della costa sotto di noi, abbiamo una visione privilegiata su tutte le baie costiere, su tutte le spiaggette isolate e sull’immenso mare. Dall’altro lato invece una verdeggiante montagna, con una folta vegetazione e con curve sinuose che il treno segue perfettamente come un lungo serpente!!

DaNang – Hue Train
Un treno panoramico

Davvero sorprendente, ci mettiamo delle ore per fare pochi chilometri ma quello che vediamo è davvero impagabile. Mentre i panorami scorrono sotto di noi pensiamo a quanto sarebbe stato bello noleggiare un kayak e risalire il Vietnam via mare, dormendo ogni sera su spiagge isolate e inaccessibili via terra!!

Ducks on a motorbike in Vietnam
Semplicemente…Vietnam!



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