Hanoi - Un comodo giaciglio

13 - 15 Giugno 2016

Come sempre, quando sbarchiamo in una città sconosciuta i primi 10 minuti la mente è in fibrillazione, tutte le sinapsi si attivano mandandosi milioni di segnali. Dobbiamo capire dove siamo, dove dobbiamo andare, come andarci e perché! E se tutto questo avviene di mattina presto dopo una notte non proprio comoda lo sforzo mentale, e fisico, è notevole.
Ad Hanoi abbiamo trovato una sistemazione su Couchsurfing, un ragazzo ci ospiterà a casa sua per 3$ a notte. Diciamo che pagare l’alloggio non è proprio nello spirito di Couchsurfing, ma comunque spendiamo un terzo rispetto ad una camera in una guesthouse e siamo in modalità risparmio per poterci pagare il tour a Cat Ba Island.

L’alloggio sta ovviamente fuori dal mondo conosciuto, a 10 km dal centro e il ragazzo è stato a dir poco fumoso nelle indicazioni che ci ha dato per raggiungere casa sua. Ci ha detto che dovremmo prendere un fantomatico autobus 36 la cui fermata è a circa 1 km dalla stazione dei treni. Ora, io dico, dolce ragazzino ingenuo, secondo te, essendo in una città sconosciuta, come faccio a sapere in quale direzione devo camminare per trovare questa fermata ad 1 km dalla stazione???
Va beh, grazie a Google Maps e al nostro amico conosciuto in treno riusciamo a trovare un modo alternativo per arrivare a casa del ragazzo combinando il percorso di due autobus. Peccato che poi a metà tragitto ci dice che deve uscire di casa e quindi ci lascia in mano del suo amico che ci aspetterà. Ma dove? Viene a prenderci alla fermata dell’autobus? O ci aspetta in casa?? L’imprevedibilità nei programmi dei vietnamiti colpisce ancora.
Arriviamo alla fermata e siamo nel pieno della zona residenziale/case popolari di Hanoi. Attorno a noi ci sono innumerevoli palazzoni di 40 piani ciascuno, tutti uguali, impersonali. Migliaia di famiglie, ognuna con almeno 2 o 3 figli, vivono in questi appartamenti come polli in batteria!! Un panorama completamente deturpato da questi grattacieli residenziali. La zona però non dà l’impressione claustrofobica, c’è comunque tanto verde e un bel laghetto spezza le strette linee di palazzoni!
Alla fermata ovviamente non c’è nessuno ad aspettarci, ma alla fine riusciamo ad arrivare davanti al pianerottolo di casa, non si sa come, combinando varie fonti informative ricevute e spizzichi e bocconi tra ieri e oggi. Bussiamo ma niente. Il campanello è inesistente. Va beh, gli scriviamo su Facebook, ma non c’è segnale in questo palazzone. Armata di pazienza lascio Marco con gli zaini davanti al portone, scendo i 6 piani del palazzo fino ad arrivare in un punto in cui prende la rete per poter scrivere al tizio. Forse prendere una stanza in una guesthouse del centro sarebbe stato più semplice!!
Alla fine ci riusciamo, entriamo in casa con un ragazzino al primo anno di università che ci accoglie…mamma mia quanto ci sentiamo vecchi!!! Con uno sguardo rapido riusciamo ad intravedere il nostro giaciglio: due rettangoli di legno tipo pallet, con sopra una stuoia e un cuscino minuscolo…e il materasso?? Ci viene poi spiegato che siccome è un alloggio universitario e non definitivo, gli studenti non vogliono comprarsi nessun arredamento. Pure io sono stata una universitaria in case per studenti ma il materasso, per quanto potesse essere scomodo, ce l’ho sempre avuto!! Mi dico però che sono 2 notti e si può resistere…quanto mi sbaglio!!

Couchsurfing Hanoi
Un comodo giaciglio

Usciamo un attimo per fare colazione, vorrei il mio solito ca phe sua da, ma pare che nessun baracchino nei dintorni sappia cosa sia, mi vogliono tutti dare il caffè istantaneo 3 in 1. Ci rinuncio e mi prendo uno yogurt.
Decidiamo di non aspettare che torni l’altro ragazzo, quello che ci ha offerto la sistemazione e che vive nell’appartamento, ma usciamo per visitare Hanoi.
Riprendiamo l’autobus 36 che ci porta davanti al cuore della città: il lago Hoan Kiem. Siccome è ora di pranzo decidiamo di visitare successivamente la zona del lago per addentrarci adesso nel Quartiere Vecchio a cercare qualche genere di conforto tra le viuzze strette e coloratissime! La prima impressione è davvero magica, un intreccio di stradine piastrellate, piene di suoni e profumi, intasate dal traffico inimmaginabile di motorini e da qualche signora col cappello a punta in bicicletta.

Old QuarterHanoi
Il Vietnam: bici e cappelli a punta

La modernità ovviamente è sovrastante: guesthouse di ogni tipo e prezzo, agenzie di viaggi a perdita d’occhio che vendono tour per Halong Bay e Sapa, negozi di souvenir, pub, ristoranti per turisti. Ma, al contrario di altre città, sembra che nonostante questo il quartiere vecchio di Hanoi non abbia perso la sua magia, che ancora si fa spazio tra l’invadente modernità!

Hanoi Old Quarter
Motorelle in fuga…

Riusciamo a trovare la strada delle bancarelle del cibo (anche qui, come nelle città centroasiatiche, ritroviamo la suddivisione in aree merceologiche: c’è la via dei calzolai, la via dei ristoranti, la via dei venditori di materiale tessile, etc etc) e ci fermiamo a mangiare del tofu cotto in padella (con quintali di olio di palma!).
Dopo questa breve pausa proseguiamo la nostra scoperta dei segreti della città vecchia e ci imbattiamo in una casa tradizionale vietnamita aperta al pubblico, una delle famose case a tubo, strette in larghezza e sviluppate in altezza, tutte di legno.

Old Quarter Hanoi Traditional House
La casa tradizionale…a tubo!

E’ molto affascinante muoverci tra la cucina all’esterno, il salotto per il tè, il giardino nel balcone al secondo piano e l’immancabile altare per gli avi. Marco è così estasiato nel fare le foto che non ci accorge di un piccolo scalino e ci sbatte il piede con una forza indescrivibile…ma come si fa a fare un passo in avanti con quella potenza tanto da far annerire l’unghia nell’impatto??? Povero amore!!!

Old Quarter Hanoi Traditional House
Un bel riflesso!

Esaurito il Quartiere Vecchio ci incamminiamo verso il Museo Nazionale di Storia Vietnamita; tra i vari musei proposti dalla Lonely Planet abbiamo scelto questo per portare a termine la nostra conoscenza storica su questo stato, di cui tanto abbiamo letto nei mesi scorsi. In realtà, però, il museo non ci aggiunge niente, non è fatto per essere capito e giriamo perduti tra le varie sale senza riuscire a sciogliere i dubbi che ancora abbiamo su determinati periodi storici.
Torniamo quindi, sempre a piedi, verso il lago e nella passeggiata vediamo che stanno iniziando le attività ludico/sportive serali. Piazze e marciapiedi un po’ più larghi sono stati trasformati in campi di Badminton e decine di giovani e meno giovani si contendono lo spazio. 

Hanoi Ngoc Son Temple
Il delizioso lungolago

Una volta al lago visitiamo il tempio Ngoc Son eretto su di una isoletta dentro al lago, raggiungibile per mezzo di un ponte scarlatto.

Hanoi Ngoc Son Temple
Benvenuti al tempio!

Al suo interno si trova una riproduzione di una tartaruga gigante che, secondo la leggenda, ha dato la spada con cui un imperatore vietnamita ha sconfitto i cinesi. L’imperatore, una volta finita la battaglia, ha riconsegnato la spada agli dei per mezzo della tartaruga e la leggenda vuole che si trovi ancora nei fondali del lago.

Hanoi Ngoc Son Temple
Il tempio e la tartaruga

 

Hanoi Ngoc Son Temple
Non c’è tempio senza incenso

Dopo un altro giretto nell’Old Quarters, ci incamminiamo verso un posto in cui si dice che si seva il migliore Bun Cha della città. La ragazza che ci serve sembra essere di malumore e ci apparecchia il tavolo tirando le cose invece che appoggiandole, questo un po’ ci indispone, ma riusciamo a non scattare in piedi per andarcene. Siamo contenti di aver assaggiato questo Bun Cha ma non ci ha colpito particolarmente, anche perché gli ingredienti sembrano essere stati cotti molto ore fa, forse sarebbe meglio andarci a pranzo per una maggiore freschezza!!

Hanoi Food
Cene chic…

Stanchi strisciamo verso la fermata dell’autobus 36 che in un’oretta ci porterà verso il nostro comodo letto.

Hanoi Old Quarter
Riflessi notturni

Una volta arrivati a casa riusciamo finalmente a conoscere il ragazzo che ci ospita ma ci scambiamo sì e no due parole, poi ci buttiamo nel nostro pezzo di legno per un sonno rilassante!!
Ci svegliamo al mattino presto, personalmente non vedo l’ora di alzarmi da quel “letto”, preferisco stare in piedi che stare ancora sdraiata su quella superficie dura!! Ci prepariamo per la corsa mattutina e raggiungiamo il lago sotto casa, ma oggi non ce la faccio proprio….sono stanca morta e non riesco a riprendermi e il male alla milza mi costringe ad andare a bassa velocità…dannato letto di legno!!
Dopo colazione andiamo a fare un po’ di spesa al supermercato sotto casa, oggi vogliamo prenderci un po’ di pausa dal cibo sugnoso e unto e ci facciamo una sana insalata. Fino a pranzo stiamo quindi in casa a scrivere un po’, ma anche questa attività è dannatamente scomoda: l’arredamento del “salotto” è fatto di 3 tavoli di legno bassi e…basta!! Siamo quindi costretti a sedere per terra con il pc sopra i nano-tavoli, senza nessuna spalliera, con le gambe che dopo un po’ si atrofizzano e di nuovo con a disposizione solo superfici dure…sto impazzendo, voglio un divano, ma anche solo una sedia con un cuscino e uno schienale!!
Dopo il pranzo usciamo, non ci è rimasto molto da vedere ad Hanoi, quindi abbiamo tempo per un po’ di commissioni, dopo le quali andremo a vedere il Mausoleo costruito per Ho Chi Minh e faremo una passeggiata al West Lake vicino al mausoleo. Quando stiamo per uscire di casa il nostro amico Long ci dice che nel tardo pomeriggio gli piacerebbe uscire con noi per una birra e noi accettiamo di buon grado, ci diamo quindi appuntamento per le 17:30…dove?...non si sa, ce lo comunicherà, forse!
La prima commissione è andare alla stazione degli autobus per comprare il biglietto per Cat Ba Island con la compagnia Hoang Loang (E SOLO QUELLA!!); in questo modo capiamo anche i mezzi di trasporto che dovremmo prendere domani e il tempo per arrivarci, così da muoverci per tempo. La cosa è più semplice del previsto, l’autobus 36 ci lascia a circa 1 km dal terminal e lì troviamo subito lo sportello della Hoang Loang e in 5 minuti abbiamo in mano i biglietti.
La prossima tappa sono le poste centrali per spedire le cartoline, poi una ATM per ritirare soldi. Troviamo poi un autobus che porta al mausoleo e alla fermata incontriamo il ragazzo che era con noi nella cuccetta del treno Huè – Hanoi e che ci ha aiutato appena scesi in stazione. Il suo sorriso è sempre gentile e il suo inglese sempre migliore del nostro (c’è da dire a nostra discolpa che ha vissuto 5 anni negli US!!).
Il mausoleo non è niente di che, un casermone di cemento armato presieduto da guardie immobili.

Hanoi Ho Chi Min Mausoleum
Dallo zio Ho

Ci passeggiamo davanti sotto un sole cocente, ma non entriamo nel complesso.

Hanoi Ho Chi Min Mausoleum
Sotto questo sole…

Passeggiamo fino al West Lake e qui facciamo una sosta per un buonissimo gelato al cocco!!

Hanoi West Lake Ice Cream
Sapori di casa

Ci godiamo con rilassatezza questo posto immerso nel verde pur essendo in città e poi ci incamminiamo per riprendere l’autobus verso casa, dove pensiamo di avere appuntamento con Long prima di uscire insieme!
Fortunatamente decidiamo di mandargli un messaggio per avere notizie e ci dice di dirigerci verso il lago Hoan Kiem, quello vicino al quartiere vecchio. Ci dice di essere lì per le 17:30. Ci accenna qualcosa relativamente a dei suoi amici che saranno lì ad aspettarci, ma non capiamo bene, ci immaginiamo che lui debba ancora partire da casa e quindi ci voglia far incontrare i suoi amici intanto che aspettiamo che arrivi lui. Va beh, let it be! Così con calma ci incamminiamo, non badando troppo al tempo, seguendo il modo di fare vietnamita. Ci perdiamo di nuovo tra i vicoli del quartiere vecchio e compriamo l’ultima maglia della collezione di Marco: quella della birra vietnamita!

Hanoi Streets
Camminare a caso

 

Hanoi Streets
Perché aprire un negozio quando c’è il marciapiede?

Verso le 17:45 siamo davanti al lago, nel frattempo ci arriva un messaggio di Long che ci dice di chiamare un certo numero, e mentre ci stiamo ancora chiedendo il perché, un ragazzo e una ragazza ci vengono incontro…sono gli amici di Long, o meglio, i suoi “dipendenti”! Si, perché, parlando con lui al mattino ci ha raccontato della sua volontà di lavorare nel turismo, vendendo dei tour per Hanoi, come una specie di agenzia di cui lui vuole essere il manager; il motivo per cui lui vuole fare il manager è che lui non vuole lavorare, ma viaggiare per il mondo, così essendo il capo dell’agenzia potrebbe far lavorare altri al posto suo mentre lui dirige le attività da remoto mentre viaggia. Il ragazzo è ancora giovane e lo lasciamo sognare, ma non siamo molto convinti che il suo piano possa funzionare, altrimenti noi staremo facendo la stessa cosa!! Comunque per il momento sembra funzionare, ci sono moltissimi ragazzi universitari che vogliono migliorare il loro inglese e lui li manda al servizio delle persone che alloggiano nel suo appartamento tramite Couchsurfing. E così è successo anche oggi con noi, ci ha mandato due ragazzetti che ci accompagneranno in un giro in città mentre lui è chissà dove…che importa se ci aveva detto che sarebbe uscito con noi per una birra vicino a casa. Se una cosa stiamo imparando è che in Vietnam c’è un grosso gap tra quello che viene detto e la realtà, non lo fanno apposta, solo che sono fatti così, la parola non è vincolante!
I due ragazzi sono molto simpatici e ci portano in giro raccontandoci le loro storie, così ci ritroviamo a scambiarci racconti di Vietnam e Italia immersi nella cornice del quartiere vecchio di Hanoi.

Hanoi Notre Dame Church
Anche qui…Notre Dame!

Prima di cena ci portano in un Cafè molto caratteristico, quasi introvabile se non si conosce, nonostante la sua posizione centrale con vista sul lago. Ci innamoriamo a prima vista di quel posto e dell’atmosfera che sentiamo dentro, non riusciamo a guadagnarci il posto in terrazzo, ma ci basta stare seduti dentro a quell’ambiente a metà tra scalcinato e un retrò chic. Io mi prendo il più buon caffè freddo vietnamita, mentre Marco si lancia ad assaggiare un tipo di caffè fatto con una schiuma tipo zabaione, golosissimo!!

Hanoi Cafè
Il miglior Ca phè sua da del Vietnam

Siamo, poi, pronti per testare lo street food di Hanoi insieme alle nostre guide d’eccezione. Ci sediamo nei tavoli di uno delle decine di locande che affollano la strada dello street food dentro al quartiere vecchio.

Hanoi Street Food
Al via con lo Street Food

Mangiamo, ridiamo e beviamo birra: tutti ingredienti per una ottima serata. Marco non riesce ad accettare il fatto che la ragazza stia lasciando metà del boccale di birra, così, quando ci alziamo per andarcene, con nonchalance, si appropria di quel bicchiere metà pieno per scolarselo e ci ritroviamo in lacrime dal ridere!!

Hanoi Friends Couchsurfing
Let’s party!

Andiamo poi verso la fermata dell’autobus per rientrare a casa, dove, ci dicono i nostri amici, Long sta organizzando un party per noi. Non sappiamo se gioire o se essere preoccupati di questa notizia, ci immaginiamo decine di persone in casa, musica a tutto volume, caciara fino a notte tarda. Nell’oretta in autobus che ci divide dal nostro futuro facciamo pace con l’idea che dovremmo festeggiare alla night long, ma quando siamo nel corridoio dell’appartamento non sentiamo nessun rumore. Entriamo e troviamo Long da solo e non fa il minimo cenno alla festa. Scrolliamo il capo, ovviamente sollevati, ma ancora stupefatti dell’incostanza dei vietnamiti e dei loro piani.
Con calma mi faccio la doccia e mi butto poi nel letto…chiamarlo letto è un tantino esagerato, chiamiamolo asse di legno…e mentre sto per prendere sonno sentiamo la porta di casa aprirsi: un paio di amici di Long sono arrivati, di cui uno con la chitarra. Di nuovo, quando pensavamo che la serata sarebbe andata in un certo modo, ha preso una piaga del tutto diversa. Scopriamo poi che Long non aveva la minima intenzione di fare un party di per sé, ma ha chiamato i suoi amici solo perché ci facessero divertire…quanto organizza!! E da bravo manager dopo i primi 10 minuti inizia ad abbandonare la comunitarietà del momento, si isola nei suoi affari e se ne torna in camera sua, lasciandoci con i due poveri ragazzi.
I due iniziano a suonare qualche canzone vietnamita e subito notiamo la loro predisposizione alla musica. Poi passiamo a qualche canzone pop più internazionale, ma degli anni in cui io facevo le medie…probabilmente nell’estremo est certe cose arrivano in ritardo. Iniziano a nominarci nomi di boyband degli anni ’90 che a malapena conosciamo e proviamo ad intonare con loro qualche canzone. Notando il fallimento della loro operazione, dopo un po’ lasciano la chitarra a Marco e ci lasciano suonare qualche nostro pezzo forte. Rivedere Marco con in braccio la chitarra è un’emozione, prima di partire per questo viaggio abbiamo passato interi pomeriggi a suonare e cantare, a studiare fino nel minimo dettaglio le nostre canzoni preferite e a provarle fino allo sfinimento. Eravamo diventati forti insieme a forza di esercitarci!! Adesso sono passati 5 mesi, all’inizio stridiamo un po’, ma dopo poco ci ritorna la grinta di un tempo. Long ogni tanto torna per riprenderci, ovviamente non per piacere ma per lavoro. Userà poi queste riprese in tutti i media che conosce per pubblicizzare la sua culture home.

Hanoi Friends Couchsurfing
Una serata particolare…so I say a little prayer

E così passiamo da una serata che doveva essere un party caciarone a suon di birra, per poi accorgerci che in casa non c’è nessuno e prepararci per la notte, e finire per divertirci come matti con la chitarra in mano e senza birra!! Quando si fa tardi salutiamo i nostri nuovi amici e andiamo a letto felici…fino a che non incontriamo il duro materasso!!
Il mattino dopo ci alziamo, indolenziti per la seconda notte sopra un pezzo di legno e insonnoliti per non aver fatto un sonno proprio rilassante. Usciamo per colazione, ma rientriamo subito dopo per impacchettare la nostra roba, scrivere un po’ e aspettare con calma la partenza verso la tanto agognata Cat Ba Island. Con un largo anticipo ci incamminiamo verso il terminal degli autobus.

Clicca qui per tutte le foto del Vietnam

Add comment


Security code
Refresh