• Esfahan: "we are a family now"

    29 Gennaio - 01 Febbraio 2016 Abbiamo appuntamento con Rasool e Nasibe al terminal degli autobus. Ci hanno offerto ospitalità per 2 giorni tramite couchsurfing. Siamo Read More
  • Bangkok - Un piccolo passo per un passaporto, un grosso passo per l'Australia!

    03 - 06 Maggio 2016 Il treno per Bangkok parte dalla stazione di Prachuan Khiri Khan attorno alla mezzanotte. Non prendiamo le cuccette, che costano un Read More
  • Yazd: torri del vento tra i minareti

    27 - 28 Gennaio 2016 La notte in autobus passa bene anche se l’autobus a 40 km da Yazd si rompe. Io neanche mi accorgo di Read More
  • Bagan - "..dicovi ch’ell’è la più bella cosa del mondo.."

    25 - 29 Luglio 2016 Il viaggio da Mandalay è comodo anche se un po’ lungo. Arriviamo a destinazione senza intoppi, a parte qualche sosta di Read More
  • Nubra Valley - Il passo più alto del mondo in sella alla Royal Enfield (parte I)

    05 – 07 Settembre 2016 Ci svegliamo in questa lussuosa camera d’albergo e non ci vorremmo mai staccare da questo morbidissimo letto. Ci guardiamo intorno e Read More
  • Langmusi - Una religione da capire

    01 - 02 Marzo 2016 Il viaggio da Zhangye a Lanzhou ce lo ricorderemo sempre come “il viaggio con le pecore”! Eh si, nel bagagliaio dell’autobus, Read More
  • Modulkiri - Una principessa pachidermica

    23 - 25 Maggio 2016 Ci presentiamo all’ora stabilita di fronte all’agenzia di Kratie che ci ha venduto i biglietti per Modulkiri. Come al solito il Read More
  • Koh Ngai - La quiete dopo la tempesta

    24 - 26 Aprile 2016 Un altro traghetto, ma questo è diverso dagli altri. Man mano che ci allontaniamo dalla costa di Koh Lanta, man mano Read More
  • Turchia: "kuçuk Aya Sophia" un anno dopo

    14 - 18 Gennaio 2016 Istanbul un anno dopo! Per prima cosa stamattina dobbiamo risolvere un imprevisto: il caricabatteria del Mac ha deciso di fare le Read More
  • Dunuhang - mille riflessi rossi tra le dune

    25 - 27 Febbraio 2016 Dopo aver attraversato deserti piatti e sconfinati con migliaia di pale eoliche che si estendevano a perdita d’occhio, arriviamo a Dunhuang, Read More
  • Luang Prabang - Un nuovo stile di viaggio

    24 - 27 Marzo 2016 Arriviamo a Luang Prabang nell’ora peggiore della giornata, alle 13, non tira un alito di vento e il caldo è insopportabile, Read More
  • Si Phan Don - Un'amaca sul Mekong (parte I)

    02 – 06 Aprile 2016 L’autobus ci lascia al terminal di Pakse, che come al solito si trova a qualche chilometro dal centro città, perciò siamo Read More
  • Beijing - Una metropoli che ancora stupisce

    07 – 09 Marzo 2016 Arriviamo a Pechino in una splendida giornata di sole. Il cielo è azzurro e tutto è splendente…ma questa non era la Read More
  • Samarcanda - Mille e un fiocco di neve

    11 - 12 Febbraio 2016 La mattina ci alziamo di buon ora per andare a prendere il fatidico autobus da Bukhara a Samarcanda. Quando arriviamo al Read More
  • Shiraz: fiori, arance e...vino!

    24 - 26 Gennaio 2016 Nel terminal dove ci buttiamo per dormire qualche ora notiamo la presenza di una stanza separata che capiamo poi essere per Read More
  • Bukhara - Un Tamerlano tutto bianco

    09 - 10 Febbraio 2016 Nel taxi per Bukhara siamo strettissimi, ci sono altre due ragazze Uzbeke, una davanti, l’altra dietro con noi. Ci metteremo 6 Read More
  • Thakek - Il leggendario Loop (parte I)

    28 - 30 Marzo 2016 Arriviamo a Thakhek poco dopo l’ora di pranzo. La stazione degli autobus manco a dirlo è lontana dal centro città e Read More
  • Luang Nam Tah - Il meraviglioso mondo di Keo (parte I)

    19 - 20 Marzo 2016 Il tuk tuk ci lascia sulla via principale e sull’onda dell’euforia decidiamo di rilassarci per un po’ in un localino lungo Read More
  • Hua Shan - Stairway to heaven

    10 – 11 Marzo 2016 Arriviamo non troppo tardi a Xi’an per la seconda volta; ora sappiamo benissimo dove andare a cercare gli autobus e ci Read More
  • Chengdu - Il panda innamorato

    12 – 13 Marzo 2016 La strada verso Chengdu è stata molto lunga, il viaggio in treno sembrava non finire mai. Arriviamo verso ora di pranzo Read More
  • Bandipur - La pace dei sensi

    11 - 13 Agosto 2016 Kathmandu ci ha dato tutto quello che aveva, ma adesso è ora di spostarsi ed andare ad esplorare qualche altro angolo Read More
  • Osh - Una cavalcata nella neve

    14 - 16 Febbraio 2016 L’albergo di Andjon continua a stupirci in peggio: a stento riusciamo ad avere l’acqua per lavarci i denti. Che lusso! Usciamo Read More
  • Cat Ba Island - Non svegliateci da questo sogno!

    15 – 17 Giugno 2016 Salutiamo Long e prendiamo ancora una volta il bus 36 per andare in autostazione. Ieri ci siamo finalmente decisi e abbiamo Read More
  • Xinjie - Un riflesso al calar della sera

    14 – 16 Marzo 2016 Arriviamo con il treno a Kunming di mattina, scendiamo dal treno e fa caldo. Non ancora da stare in maniche corte Read More
  • Udaipur - Buon compleanno Erika!!!!

    16 - 18 Settembre 2016 L’arrivo a Udaipur è quanto mai un sospiro di sollievo: l’autobus notturno con le cuccette si è rivelato una tragedia. La Read More
  • Siem Reap - Una civiltà perduta

    07 - 11 Maggio 2016 Dopo la vacanza alle isole tropicali e la faccenda del passaporto risolta siamo pronti per la prossima avventura: la Cambogia!! Prendiamo Read More
  • Ashgabat: un "tripping" tutto bianco

    05 - 07 Febbraio 2016 Stamani ci siamo alzati di buon mattino e abbiamo lasciato il nostro alberghetto di Quchan per affrontare la frontiera turkmena. In Read More
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27

I nostri consigli sui must-have per ogni posto in cui siamo stati

Read more..

Una lista "ragionata" di quello che abbiamo messo dentro ai nostri zaini

Read more..

Un dettaglio sui costi paese per paese in base alla nostra esperienza

Read more..


TOP SITES

 

E' difficile stilare una lista dei posti più belli che abbiamo visto...ciascuno di essi, anche quello apparentemente più insignificante, ci ha lasciato qualcosa, lo abbiamo vissuto! Comunque ci abbiamo provato!


Perchè "tutta colpa di Terzani"??

Intro

Quando decidemmo di intraprendere questo viaggio il nostro piano prevedeva una strada molto lontana da quella che stiamo percorrendo adesso. Volevamo prendere un aereo, arrivare dall'altra parte del mondo per scoprire una cultura lontana dalla nostra e immergerci in quella cultura per tutta la durata del viaggio. Avevamo scelto l'India come nostra meta principale.

Questo è rimasto valido fino a 3 mesi prima della partenza. Avevamo però sempre una sensazione di fondo che ci diceva che mancava qualcosa, sentivamo che forse avevamo preso la strada più facile e che questo non ci avrebbe permesso di capire fino in fondo quella cultura. Insomma, non eravamo pienamente soddisfatti, ma noi da soli non avevamo la forza di mettere in discussione una decisione già presa. Sono state le parole qui sotto, del libro di Terzani che stavamo leggendo, che ci hanno indicato la via, che hanno nutrito quella sensazione che già avevamo e che ci hanno permesso di prendere il volo…o meglio di NON prendere quel volo.

Da li in avanti è stato tutto un programmare il nostro viaggio attraverso l’Asia via terra, attraversando valichi, ponti, città, frontiere e tutto quello che era necessario per raggiungere la nostra meta: l’India. Questo è il nostro racconto di tutta questa folle avventura…che è un po’ “tutta colpa di Terzani” ;)


 

 "Un indovino mi disse" T. Terzani

 

 

"Muovendomi fra l'Asia e l'Europa in treno, in nave, in macchina, a volte anche a piedi, il ritmo delle mie giornate è completamente cambiato, le distanze hanno ripreso il loro valore e ho ritrovato nel viaggiare il vecchio gusto di scoperta e di avventura.

D'un tratto, senza più la possibilità di correre a un aeroporto, pagare con una carta di credito, schizzar via ed essere, in un baleno, letteralmente dovunque, sono stato costretto a riguardare al mondo come a un intreccio complicato di paesi divisi da bracci di mare che vanno attraversati, da fiumi che vanno superati, da frontiere per ognuna delle quali occorre un visto: e un visto speciale che dica "via terra", come se questa via, specie in Asia, fose nel frattempo diventata così insolita da rendere automaticamente sospetto chiunque si ostini a usarla.

Spostarsi non è stato più questione di ore, ma di giorni, di settimane. Per non fare errori, prima di mettermi in viaggio, ho dovuto guardare bene le carte, rimettermi a studiare la geografia. Le montagne sono tornate a essere possibili ostacoli sul mio cammino e non più delle belle, irrilevanti rifiniture in un paesaggio visto da un oblò.

Il viaggiare in treno o in nave, su grandi distanze, m'ha ridato il senso della vastità del mondo e sopratutto m'ha fatto riscoprire un'umanità, quella dei più, quella di cui uno, a forza di volare, dimentica quasi l'esistenza: l'umanità che si sposta carica di pacchi e di bambini, quella cui gli aerei e tutto il resto passano in ogni senso sopra la testa.

Impormi di non volare è diventato un gioco pieno di sorprese. A far finta, per un po', d'esser ciechi si scopri che per compensare la mancanza della vista, tutti gli altri sensi si affinano. Il rifiuto degli aerei ha un effetto simile: il treno, con i suoi agi di tempi e i suoi disagi di spazio, rimette addosso la disusata curiosità per i particolari, affina l'attenzione per quel che si ha attorno, per quel che scorre fuori dal finestrino. Sugli aerei presto si impara a non guardare, a non ascoltare: la gente che si incontra è sempre la stessa; le conversazioni che si hanno sono scontate. In trent'anni di voli mi pare di non ricordarmi di nessuno. Sui treni, almeno quelli dell'Asia, no! L'umanità con cui si spastiscono i giorni, i pasti e la noia non la si incontrerebbe altrimenti e certi personaggi restano indimenticabili.

Appena si decide di farne a meno, ci si accorge di come gli aerei ci impongono la loro limitata percezione dell'esistenza; di come, essendo una comoda scorciatoia di didtanze, finiscono per scorciare tutto: anche la comprensione del mondo. Si lascia Roma al tramonto, si cena, si dorme un po' e all'alba si è già in India.

Ma un paese è anche tutta una sua diversità e uno deve pur avere il tempo di prepararsi all'incontro, deve pur fare fatica per godere della conquista. Tutto è diventato così facile oggi che non si prova più piacere per nulla. Il capire qualcosa è una gioia, ma solo se è legata a uno sforzo. Così con i paesi. Leggere una guida, saltando da un aeroporto all'altro, non equivale alla lenta, faticosa acquisiszione - per osmosi - degli umori della terra cui, con il treno, si rimane attaccati.

Raggiunti in aereo, senza un minimo sforzo nell'avvicinarli, tutti i posti diventano simili: semplici mete separate fra di loro solo da qualche ora di volo. Le frontiere, in realtà segnate dalla natura e dalla storia e radicate dalla coscienza dei popoli che ci vivono dentro, perdono valore, diventano inesistenti per chi arriva e parte dalle bolle ad aria condizionata degli areoporti, dove il "confine" è un poliziotto davanti allo schermo di un computer, dove l'impatto con il nuovoè quello con il nastro che distribuisce i bagagli, dove la commozione di un addio viene distratta dalla bramosia del passaggio obbligato attraverso il "free duty shop", ormai uguale dovunque.

Le navi si avvicinano ai paesi entrando con lento pudore nelle bocce dei loro fiumi: i porti lontani tornano ad essere delle agognate destinazioni, ognuna con la sua faccia, ognuna con il suo odore. Quel che un tempo si chiamavano i terreni d'aviazione erano anche loro un po' così. Oggi non più. gli aeroporti, falsi come messaggi pubblicitari, isole di relativa perfezione anche nello sfacelo dei paesi in cui si trovano, si assomigliano ormai tutti: tutti parlano nello stesso linguaggio internazionale che da a ciascuno l'impressione di essere arrivato a casa. Invece si è solo arrivati in una qualche periferia da cui bisogna ripartire, in autobus o in taxi, per un centro che è sempre lontanissimo.

Le stazioni invece no, sono vere, sono specchi delle città nel cui cuore sono piantate. Le stazioni stanno vicino alle cattedrali, alle moschee, alle pagode o ai mausolei. una volta arrivati li, si è arrivati davvero."


T. Terzani, "Un indovino mi disse"


Comunque la spedizione mi dava un buona ragione per rimettermi in viaggio, per riprovare quella gioia unica che solo i drogati di partenze capiscono, quel senso di libertà che prende nell'arrivare in posti dove non si conosce nessuno, di cui si è solo letto nei libri di altri, quell'impareggiabile piacere nel cercare di conoscere in prima persona e di capire.

T. Terzani


Our Trip on Google Map


Contact us! We are happy to answer

the backpackers