Da Manali a Leh - La highway nel cuore dell'Himalaya

03 – 04 Settembre 2016

Finalmente il fatidico mattino arriva, non vediamo l’ora di iniziare questo viaggio sulla seconda strada carreggiabile più alta del mondo, in modo da vedere con i nostri occhi e scrollarci di dosso le preoccupazioni, tra le quali c’è anche quella di essere stati bollati dal gruppo come gli arroganti che vogliono i posti migliori. L’appuntamento è alle 10, ma noi alle 9:15 siamo già nel punto di incontro e quei 45 minuti sembrano non passare più. Abbiamo la stessa sensazione di quando facevamo gli esami all’università, nel momento in cui sei fuori dalla stanza e aspetti il tuo turno, anche se sai che appena inizierai a parlare si scioglieranno tutti quei nodi nel petto e sembrerà tutto naturale e scorrevole. Oddiooooo, non ce la facciamo più ad aspettare!!!!! Lentamente, molto lentamente, arrivano le 10…e poi le 10:15…e ancora niente. Sono indiani, ce lo dovevamo aspettare. Finalmente alle 10:30 arriva la nostra jeep, con le nostre compagne di viaggio già dentro…tra cui anche l’indiana arrogante!!

 

Manali-Leh road
Il mezzo è pronto!

Salutiamo tutti e ci mettiamo nei posti rimasti, lasciamo all’indiana il posto davanti insieme all’autista, mentre la ragazza singaporiana (l’amica dell’indiana) dice che preferisce andare nel posto posteriore in modo da potersi stendere e dormire un po’. Come per magia, e come c’era da aspettarsi prima che arrivasse l’indiana a creare problemi inutili, siamo tutti d’accordo sui posti senza nessuna tensione. Anche le ragazze, che pensavamo ce l’avessero con noi dopo il discorso di Rainbow, sembra che non abbiano mai vissuto quel momento e tutti ci salutiamo calorosamente. Noi siamo invece i soliti idioti, ci facciamo sempre duemila problemi quando invece è palese che le persone se ne fregano e non se ne fanno. Dovremmo imparare da loro…o forse no! Forse siamo belli noi ad essere così, con una emotività enorme che ci fa essere umani e ci fa tenere a cuore anche le cose apparentemente più insignificanti!!
Partiamo!!! Il problema dei rapporti con le ragazze è scomparso (e anzi, non c’è mai stato) e un magone se ne è andato dal petto. Per il resto, la strada inizia a scorrere e il pensiero che sia pericolosa non ci sfiora nemmeno. Adesso siamo liberi dalle tensioni e siamo pronti a viverci questa esperienza al massimo!!

Manali-Leh road
Felici ed elettrizzati

La strada inizia subito a salire di quota, tra un’ora e mezzo incontreremo il primo passo, Rohtang, a 3979m. Le montagne intorno si fanno sempre più vicine, ma, con nostra grande sorpresa, è ancora tutto di un verde intenso, se non fosse per gli alberi sembrano i panorami dei fiordi islandesi. Siamo già estasiati e iniziamo a fare milioni di foto e video. La strada è buona e per niente spaventosa, tutt’altro!!
Durante la salita la nostra attenzione cade sulle bandierine tibetane appositamente appese allo specchietto interno della macchina con le famose scritte OM-MANI-PADME-HUM, il mantra dei buddisti tibetani. Abbiamo visto spesso queste bandierine, appese ovunque, anche come portafortuna, come in questo caso. Già ci affezioniamo!!
Con gli occhi già pieni di panorami meravigliosi arriviamo al passo Rohtang e facciamo la prima fermata. Usciamo di macchina, ma rientriamo subito per vestirci un po’ più pesanti, l’aria comincia a farsi frizzantina e nel passo il vento soffia prepotentemente. Come tutti i passi, la sommità è riempita di bandiere tibetane dando un tocco di colore e una misticità particolare!

Manali-Leh road
Il primo passo è raggiunto!

Camminiamo fino alla vetta e ammiriamo il paesaggio in cui siamo immersi, con una sensazione di libertà infinita!!

Manali-Leh road
L’immensità‼

Adesso è ora di continuare, la strada è ancora lunga. Prima di ripartire facciamo un cambio di posti: Marco si offre di andare dietro, lasciando il posto vicino a me alla singaporiana che nel frattempo si è svegliata dal letargo. E invece no…dopo qualche metro è già ricaduta in un sonno profondo, rendendo inutile l’averle lasciato il posto finestrino…il paesaggio non le interessa. Ella invece inizia a lavorare a maglia per farsi dei calzini, anche lei interessatissima al paesaggio!!! Non capiamo per quale motivo si siano volute fare questo viaggio in jeep, potevano farselo in aereo, avrebbero vissuto le stesse emozioni. Ma alla fine è stato meglio per noi, ci hanno consentito di pagare meno!!
Proseguendo, gli alberi iniziano a scomparire e rimane solo un po’ di verde nelle montagne, provocando così un primo cambiamento al panorama. La temperatura diminuisce e iniziamo ad indossare sempre più strati. Anche la strada non è più bella asfaltata come prima, ma inizia lo sterrato, pieno di fanghiglia!!

Manali-Leh road
Inizia il bello…

La strada è molto frequentata anche da camion che trasportano i beni da una parte all’altra e per questo spesso si creano ingorghi.

Manali-Leh road
I bolidi colorati

La strada è stretta e a volte il fango intrappola le ruote di questi mezzi, appesantiti anche dalla merce che trasportano. Restiamo bloccati per una buona mezzora in uno di questi ingorghi, ma anche questo momento ha le sue peculiarità e ci rapisce.

Manali-Leh road
L’ingorgo con il camion infossato

Ad un certo momento, guardando fuori dal finestrino, vediamo comparire delle pecore, per poi veder arrivare tutto l’immenso gregge con tanto di pastori e di cani…sembra di essere stati catapultati nel passato!

Manali-Leh road
Di chi è la precedenza?

L’ingorgo passa, ma la strada non migliora, rimane ancora per un po’ fangosa. Si inizia ad intravedere un’altra grandiosa valle, con un fiume che la attraversa e che le dona carattere. Piano piano scendiamo e ci avviciniamo a questo corso d’acqua, seguendolo, anche noi immersi nell’enormità della valle.

Manali-Leh road
Una valle magnifica!

Sono già le 14, io e Marco abbiamo già addentato pane e sottilette grazie alle scorte che ci siamo portati (per risparmiare sui pasti). Le altre ragazze invece si sono sfondate di cioccolate e patatine, ma ancora devono fare pranzo. Dopo poco ci fermiamo, in teoria noi abbiamo già pranzato, ma Marco non riesce a resistere al richiamo dei Momo, quindi ne ordiniamo una porzione anche per noi e ce la dividiamo. Poi un immancabile chai e si riparte.

Manali-Leh road
L’artista dei MoMo

Nel frattempo le montagne sono diventate sempre più brulle e i corsi d’acqua che solcano le valli, con i loro tortuosi flussi, donano colore al panorama, facendolo diventare mozzafiato.
La strada adesso è migliorata di nuovo e proseguiamo senza intoppi seguendo la sinuosità delle catene montuose che ci stanno ospitando. La fermata per la notte si avvicina.
Il percorso di oggi è inferiore, in termini di lunghezza, a quello di domani, ma non è un caso. La località in cui ci fermeremo, infatti, è l’ultima a 3000m prima di Leh. Se proseguissimo dovremmo dormire in una località più in quota rischiando davvero il mal di montagna. Ci fermiamo allora intorno alle 17:30 a Jispa, un paesino minuscolo, con solo qualche costruzione per ospitare i viaggiatori della Manali – Leh.
La simpatica indiana si era fatta dire da un amico un alloggio in cui stare, andiamo a vedere tutti insieme, ma è decisamente fuori budget. Cerchiamo allora una homestay e la troviamo subito dopo il lussuoso hotel. Le stanze sono decenti e per quel prezzo vanno benissimo come riparo per la notte, in più ci danno anche cena.
Appena ci fermiamo un attimo guardiamo il cellulare per avvertire i nostri genitori, ma scopriamo che non c’è segnale di alcun tipo. Panico!!! Sappiamo della loro preoccupazione per questo viaggio fino a Leh e non avvertirli stasera genererebbe sicuramente delle tensioni non indifferenti. Il proprietario dell’albergo ci dice che c’è solo un gestore di telefonia che ha linea qui e lui ovviamente ha quello nel suo telefono. Ci fa allora il favore di farci inviare un sms…speriamo che arrivi, ma non ne possiamo essere sicuri!!
L’indiana ci chiede se vogliamo il pollo per cena, ma noi preferiamo il menù vegetariano. Lei invece, insieme all’autista della jeep ormai suo amico, va a cercare un pollo e dell’alcol…ma dimmi tu se a 3000m di quota, con tutta la paura che aveva del mal di montagna, e dopo aver fumato tutto il giorno, adesso si deve rimpinzare anche di alcol…se si sente male se l’è cercata…ma…NO…lei ha il rimedio per il mal di montagna: l’AGLIO!!! E’ da stamattina infatti che ne mangia perché le è stato consigliato da gente del posto, non posso criticare perché non conosco le proprietà terapeutiche dell’aglio, ma il tanfo che ha diffuso in macchina da stamattina è quasi peggio del mal di montagna!!!
Noi, invece, siamo più interessati al panorama che allo sballo e ci andiamo a fare una passeggiata. Proprio dall’altra parte della strada, infatti, scorre un bellissimo fiume che con le luci soffuse del tramonto diventa un incanto.

Manali-Leh road
Sperduti nel nulla!

Quando si fa buio torniamo indietro verso la stanza, anche perché il paesino non offre nient’altro. Per cena ci dicono che dobbiamo aspettare le 20:30…e adesso che facciamo?? Siamo stanchissimi, anche perché la notte scorsa, con tutte le ansie che avevamo, non siamo riusciti a chiudere occhio. L’unica cosa che vorremmo è infilarci al calduccio sotto il piumone e dormire, e invece dobbiamo aspettare svegli un’altra ora e mezzo cercando di non abituarci troppo al caldo per non subire uno shock termico quando dovremmo riuscire per cena…che verrà servita all’esterno, sotto un tendone ma sempre all’esterno.
Passiamo il tempo guardando qualche puntata della nostra serie preferita e finalmente si fa ora di cena. Indossiamo tutti gli strati possibili di indumenti e ci facciamo forza per uscire. Quando entriamo nel tendone vediamo l’indiana, il nostro autista e qualche altro personaggio, seduti su di un tavolo a mangiare il loro pollo condito da frequenti bicchierini di alcol. A noi e alle altre due ragazze è invece stato riservato un tavolo a parte…e siamo ben felici di non essere invitati al loro festino. La cena è semplice ma squisita e per concludere chiediamo un chai. Le due ragazze parlano delle loro “incredibili” esperienze in giro per il mondo, ma ogni volta ci accorgiamo di quanto le persone che la sanno raccontare, trasformano delle sciocchezze in avventure epiche, noi che al contrario non abbiamo il gene dell’autocelebrazione, sembra sempre che stiamo facendo una robbetta semplice da turismo scontato. Ma in fondo non è importante che gli altri ci riconoscano l’enormità di quello che stiamo vivendo, è invece fondamentale che lo sentiamo dentro di noi e che questa avventura ci resterà per sempre nel cuore, negli occhi, nel respiro, nella mente!
Finalmente è ora di ritirarci, ci diamo appuntamento alle 5:30 di domani per fare colazione e poi partire alle 6:00, come ha proposto l’autista dato che la strada domani è più lunga. Rientrando speriamo solo che il nostro caro autista non si ubriachi a forza di alcol!!
La sveglia suona senza pudore alle 05:15, con estrema violenza emergiamo fuori dal caldo piumone per affrontare il freddo del mattino. Ci prepariamo, vorrei lavarmi ma il bagno in comune è occupato. Aspetto…ancora occupato. Qualcuno si sta facendo la doccia e se la sta godendo alla grande. Aspetto. Scendo per andare in quello di sotto, ma lo stanno pulendo e mi dicono di aspettare. Io ve lo dico, sono le 5:30 e la mia gentilezza e pazienza non si sono ancora cariate!!! Finalmente l’omino finisce di farsi la doccia e posso andare a lavarmi. Finiamo di prepararci e scendiamo. Sono le 5:45 e tutto è calmo, fin troppo calmo.
L’autista della jeep non si vede, la porta della camera delle ragazze è chiusa e non si sente nessun rumore. La colazione che ci era stata promessa ieri sera in realtà non c’è. Il nervosismo sale fastidiosamente. Alle 6 Marco va a bussare alla porta delle ragazze e appare l’indiana, mezza addormentata e con ancora il pigiama che ci informa che siccome ieri sera hanno fatto tardi a sbimbocciare, hanno deciso di partire più tardi!! Grazie per averci avvisato per tempo e di averci fatto svegliare inutilmente alle 5:15, anche preoccupati di essere in ritardo!!
Nel frattempo l’autista risorge dal letargo e per le 06:10 lui sembra pronto. Ma delle ragazze neppure l’ombra. Io sono su di giri, se c’è una cosa che mi dà fastidio è il mancato rispetto. Se si è deciso tutti insieme un orario deve essere quello, già mi dà fastidio che lo cambi perché ti vuoi ubriacare (quando il giorno dopo c’è una giornata di viaggio in strade di montagne da portare a casa!!). Ma se proprio non puoi fare a meno di cambiarlo mi devi avvisare per tempo. E se non sai come fare ti fai almeno trovare all’ora stabilita per dirmi che partiamo più tardi. Questo sarebbe stato rispettoso. Invece non solo cambi a mia insaputa, non mi avvisi, ma non ti curi neanche di venirmi ad avvisare al mattino, quando sai benissimo che io mi sarei alzata presto. Non lo sopporto proprio, è più forte di me. Io mi faccio sempre mille problemi di fronte agli altri, mentre gli altri colgono sempre l’occasione per dimostrare il loro egoismo. Per me le ragazze adesso non esistono più, ritorniamo alla condizione di perfette sconosciute, anzi, ancora peggio perché gli sconosciuti li rispetto, loro non più!!
Dopo una mezzora iniziano ad uscire una per volta dalla loro stanza, con le facce ancora assonnate…LORO!!! L’indiana non si degna di una parola in più rispetto a quelle alla porta, Ella si avvicina a Marco e almeno si scusa, dicendogli che quando è rientrata l’indiana e ha comunicato il cambio di programma non sapevano come fare ad avvertirci perché non conoscevano il numero della nostra stanza…certo, quindi la soluzione è di fregarsene e dormire, mi sembra ovvio!!! La singaporiana invece viene verso di me e mi abbraccia dicendomi “lo so che vi siete svegliati presto, poveri!” MA VAFFANCULO!!!!
Il rispetto, il rispetto, il rispetto!!!!
Riusciamo a partire finalmente e io sono ancora indiavolata dall’accaduto. Marco cerca di calmarmi, ma non riesco a non provare fastidio. Mi metto allora le cuffiette e ascolto un po’ di musica, non ho intenzione di fare conversazione con delle persone che non hanno dimostrato un minimo di rispetto!!
La musica mi calma e i paesaggi meravigliosi, ancora più straordinari di quelli di ieri, catturano la mia anima e mi fanno ritrovare la pace!! Ma chi se ne frega di questi 3 esseri insignificanti quando di fronte a me c’è una infinita bellezza!!! La valle che si è mostrata davanti a noi è da perdere il fiato, il fiume che la solca crea un gioco di luci e di colori mai visto e mi rapisce definitivamente.

Manali-Leh road
Ci si perde in questa infinita bellezza

 

Manali-Leh road
Il cuore si riempie…

Non smetto di guardare fuori dal finestrino e provo a fare foto e video per rivivere un giorno queste sensazioni così autentiche e primordiali di fronte ad uno spettacolo della natura, così vasta e così imponente da farti sentire piccolissimo, ma grato di essere accolto tra le sue braccia!!

Manali-Leh road
Meraviglia ad ogni angolo

Ci fermiamo in uno dei tanti insediamenti ai bordi della strada per fare colazione (noi l’abbiamo già fatta con le nostre scorte, ma ci prendiamo lo stesso un tè per scaldarci) e le tre grazie, dopo aver mangiato, si distendono nei divanetti a dormire…ma è il momento questo per buttarsi a dormire?? Ancora non riesco a sopportarle!!
Riprendiamo la strada che prima di pranzo ci porterà ad attraversare il primo passo di oggi. Passiamo altre valli bellissimi, con panorami che cambiano da una curva all’altra e con colori sempre più intensi.

Manali-Leh road
Non si riesce a staccarsi dal finestrino

Raggiungiamo così il passo LachungLa a 5065m di altezza.

Manali-Leh road
Un altro traguardo ad alta quota

Qui facciamo anche una fermata bagno di emergenza e sia io che Marco torniamo in macchina con il fiatone e mezzi sbarellanti…ci accorgiamo così di essere a più di 5000m, o meglio, il nostro corpo se ne accorge per noi!! Fortunatamente questi sono gli unici effetti che abbiamo, dovuto alla mancanza di ossigeno, ma non stiamo accusando nessun sintomo più grave…insomma, ancora una volta, teniamo botta!!!

Manali-Leh road
Arricchiti da questi panorami

Dopo il passo, la natura intorno a noi cambia ancora una volta e appaiono nelle montagne delle formazioni rocciose stranissime, ognuna di forma diversa, che creano un paesaggio frastagliato. Rimaniamo ancora una volta estasiati da quello che la natura riesce a produrre senza il minimo intervento dell’intelligentissimo essere umano.

Manali-Leh road
Coloratissimi e con carattere

Questo spettacolo dura ancora un po’, fino ad arrivare alla fermata per il pranzo. Ancora una volta usiamo le nostre scorte e la cosa ci fa più piacere del solito, visto che di socializzare con gli altri componenti del gruppo proprio non ne abbiamo voglia. Approfittiamo dell’infinito tempo che loro impiegano a mangiare e chiacchierare per farci una breve passeggiata intorno e per ammirare insieme tutto ciò che ci circonda con la sua immensità. Ci soffermiamo ancora una volta a razionalizzare il momento: dove siamo? Come ci siamo arrivati? Che esperienza magnifica e sempre nuova, con infinite sorprese alle porte, sempre pronta a lasciarci senza fiato!! E questo piccolo viaggio nel viaggio è una delle esperienze più alte (in tutti i sensi!) che abbiamo fatto!! E pensare che per un momento abbiamo pensato di non arrivare fino a qui…sarebbe stata una perdita enorme!!
Finalmente, dopo che le ragazze hanno finito di fare chill out, come si dice nel gergo dei giovani e fighissimi backpackers, possiamo di nuovo partire verso la nostra meta, ma soprattutto verso nuovi panorami!
E le aspettative non vengono deluse e il viaggio diventa sempre più leggendario. I nostri occhi vengono adesso deliziati da un canyon gigantesco in mezzo alle altissime montagne, che ospita un fiume bianchissimo, che sembra ghiacciato dato il colore così cristallino. È troppo bello, dobbiamo subito fermare l’autista.

Manali-Leh road
Indimenticabile!

A seguito di questa richiesta le altre 3 alzano gli occhi dalle loro attività, tranne la singaporiana che non si è mai svegliata dal sonno profondo che la avvolge da ieri, e sembrano gradire il panorama anche loro, ma solo l’indiana scende a fare foto, fa troppa fatica! Noi, invece, siamo per l’ennesima volta entusiasti e staremmo qui ad ammirare questa meraviglia fino a sera!!
La strada prosegue in un altopiano immenso, che sembra davvero riprendere i panorami visti in Islanda.

Manali-Leh road
Peccato non essere noi a guidarla

Poi ricominciamo a salire…e poi salire…e ancora salire, tra altre formazioni rocciosi e vallate maestose, per arrivare nel punto più alto: il passo TaglangLa, che con i suoi 5328m è il secondo passo carrabile più alto del mondo!!! Una foto è indispensabile per immortalare un momento così epico!!

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Secondo passo più alto del mondo…chissà dove sarà il primo?

 

Manali-Leh road
Veloci che fa freddo‼!

Rientrando nella jeep ci chiediamo dove sia il primo passo carrabile più alto e l’autista ci risponde che si trova sempre in Ladakh, vicino a Leh…chissà…!!
Adesso la strada è notevolmente scorrevole, ben asfaltata e larga ed è un piacere venire cullati ancora dalle dolci curve che seguono la sinuosità delle montagne attorno a noi. Poco prima di Leh, facciamo una sosta in un villaggio in cui l’autista si mette a lavare la jeep. Ne approfittiamo allora per fare una passeggiata e qualche foto alle stupa che sono state erette ai bordi della strada. Ma ciò che ci colpisce sono i colori di questo scorcio: siamo di nuovo immersi in una valle, solcata da un bellissimo e azzurissimo fiume e le pareti delle montagne sono multicolori, a strisce verdi, rosse e gialle che si alternano creando un gioco di luci e colori meraviglioso…che ci fa di nuovo fare un paragone con l’Islanda, nel suo caratteristico Landmalauggar.

Manali-Leh road
La stupa tra le montagne colorate

Dopo la passeggiata ci uniamo a Ella e all’indiana per un chai (mentre la singaporiana dorme anche durante il lavaggio della jeep) e infine riprendiamo la strada verso Leh. Adesso manca poco e la strada si fa sempre più pianeggiante. Attraversiamo un posto di blocco in cui dobbiamo far registrare i nostri passaporti e poi proseguiamo. Da qui in poi iniziano a susseguirsi numerosi paesini e villaggi; siamo tornati nella civiltà degli insediamenti umani. Uno di questi paesi ci fa rimanere a bocca aperta con il suo monastero tibetano costruito nelle pareti di una montagna, che assomiglia terribilmente al Potala di Lhasa, in Tibet!! Insomma, in Tibet non ci siamo potuti andare, ma abbiamo comunque catturato la sua anima tra tutti i villaggi tibetani che abbiamo attraversato a partire dalla Cina, poi in Nepal e infine in India!
Alle 18:30 arriviamo a Leh, sfiniti ma enormemente soddisfatti!! Con nostro disappunto, l’autista ci lascia al terminal degli autobus che si trova a circa 3 km dal paese, millantando di non avere il permesso di entrare a Leh. Bene, quindi dobbiamo anche pagarci un taxi. L’indiana ha degli amici qui che la vengono a prendere in auto e si porta con se la singaporiana, a noi ovviamente non offre il passaggio. Anche Ella rimane a piedi come noi, evidentemente non è riuscita ad entrare nella cerchia della presuntuosa indiana. E allora ce ne andiamo, facendo i saluti meno calorosi della storia e, anzi, con estrema voglia di non rivedere mai più le loro facce!
Ci allontaniamo dal covo dei tassisti per sperare di trovare qualcosa di più economico e, dopo qualche parolaccia, riusciamo a spuntare un prezzo un po’ più basso ma non così tanto. Arriviamo in paese, salutiamo Ella e ci facciamo lasciare di fronte alla guesthouse che ci era stata consigliata dalla coppia di israeliani incontrati a cena a Dharamsala. Purtroppo è piena, proviamo a quella vicino, ma non ci convince. Proseguiamo allora nella ricerca e troviamo un hotel che ci sembra troppo lussuoso per noi, ma decidiamo di tentare lo stesso. Il proprietario ci dice che il prezzo minimo è 1500rupie, ma effettivamente le camere sono eccezionali, pulitissime, con pavimento in parquet, ben arredate…di un livello che di solito non ci possiamo permettere. Dopo una serie di contrattazioni riusciamo a scendere a 1000rupie per una stanza più piccola, ma elegante allo stesso modo…stappiamo lo spumante!!! Scopriamo il giorno dopo che siamo approdati in uno degli hotel più lussuosi di Leh, in cui ha soggiornato anche Brad Pitt…ci chiediamo se abbiamo capito bene il numero di zeri del prezzo della stanza!!
Dopo aver sistemato anche questa ci accorgiamo che neanche a Leh c’è linea telefonica e per di più non funziona neanche la wifi. Ci dicono che il segnale di internet qui va e viene, ma soprattutto va e non si sa mai quando torna. E così abbiamo di nuovo il problema di avvisare i nostri genitori. Chiediamo gentilmente al gestore dell’hotel se possiamo inviare un sms, ma non si riesce ad inviarlo. Proviamo a chiamare dal telefono dell’hotel, ma non funziona. Alla fine riusciamo a fare una chiamata a mia madre con il cellulare del gestore dell’hotel, si sente malissimo ma spero di essere riuscita a comunicarle le informazioni fondamentali: siamo vivi, stiamo bene, avvisa tutti!! Facciamo un sospiro di sollievo per aver risolto anche questa preoccupazione!
E così ce l’abbiamo fatta, nonostante le paure e le ansie che avevamo prima di partire. E non solo ce l’abbiamo fatta, ma è anche stata una delle più belle esperienze mai fatte, attraversando una terra meravigliosa e sorprendente, diversa e straordinaria, come mai avremmo potuto immaginare!!! E siamo finiti in un hotel di lusso ad un prezzo stracciato!! Le nostre facce sono stanche, ma ancora piene di emozione e con un sorriso nelle labbra che non riusciamo a toglierci!!
Con calma ci facciamo una doccia, di cui abbiamo un forte bisogno, e poi ci concediamo anche una cena fuori. E dopo aver ancora una volta guardato le emozioni l’uno negli occhi dell’altro cadiamo in un sonno profondo, sognando i paesaggi appena attraversati!

 

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