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Dentro allo zaino

Si è appena deciso di partire per (almeno) 6 mesi in giro per il globo zaino in spalla e, dopo aver combattuto con ambasciate, burocrazie, datori di lavoro, proprietari di casa, bollette e chi più ne ha più ne metta, arriva il fatidico giorno in cui ti ritrovi tu, il tuo (minuscolo) zaino e il tuo (enorme) armadio a fare i conti. Ora, la prima cosa che ti domandi è: "ma chi diavolo me lo ha fatto fare?", ma ci sta, è normale, sarebbe da pazzi non domandarselo. Superato questo momento di smarrimento la vera domanda è "che clima incontrerò?". Ecco a questo quesito noi abbiamo risposto semplicemente "TUTTI". Perché la nostra illuminata programmazione di viaggio prevede il gelo negli stati "stan" satelliti dell'unione sovietica, il caldo torrido del periodo pre-monsonico in Laos e Thailandia e il pieno dei monsoni in Vietnam e Cambogia. Una gioia insomma.

"Ma chi diavolo me lo ha fatto fare?", si, questa domanda è ciclica, ogni tanto riciccia fuori a random. Comunque vanno fatti i conti con la realtà; e la realtà è che avevamo zaini da 35-40 litri e questo viaggio da portare a termine. Ricomprare gli zaini? neanche per sogno! E allora ecco come ce la siamo cavata.

ZAINI

Da precedenti viaggi abbiamo già due zaini della Millet, utilizzati prevalentemente per trekking in montagna: un Peuterey 35 litri e un Ubic LD 40 litri. Ci siamo sempre trovati benissimo con questi zaini è non vogliamo quindi pensare di cambiarli con dei modelli più grandi. L'unica modifica che ho fatto al mio in un precedente viaggio è stata l'installazione di due fibbie inferiori per legare una sacca cilindrica. La nostra idea è quella di utilizzare due ulteriori piccoli zaini per avere una soluzione più flessibile da ogni punto di vista. In questi zaini più piccoli metteremo tutte le cose di maggior valore in modo da averle sempre sottomano. Potremo così lasciare gli zaini principali nelle stive degli autobus o nelle cappelliere dei treni notturni con meno patemi d'animo. Inoltre girando per le città avremo soltanto gli zaini piccoli con noi (con dentro il poco necessario) potendo lasciare gli zaini grandi a riposare in guesthouse.

VESTIARIO

E' la voce ovviamente più consistente e la parte che occupa più spazio nello zaino. Come detto noi abbiamo dovuto prevedere ogni clima possibile e questo ha comportato una gran varietà di capi di vestiario. La logica di base prevedeva di fare il bucato una volta ogni due giorni ma di avere il necessario anche per 4 o 5 giorni nel caso le condizioni non permettessero di lavare nulla. Inoltre, dato che l'asciugatura potrebbe non essere velocissima, ogni capo dovrà avere almeno un sostituto per poterli alternare al lavaggio.

La maggior parte dei capi sono di tipo "tecnico", nel senso che sono studiati per il trekking. Questo non per qualche vezzo modaiolo ma in quanto sono capi più comodi e che asciugano prima se lavati.

Tutti i vestiti sono imbustati dentro a delle sacchette di plastica per indumenti o sacche stagne della Exped. Questa soluzione è nata ed è stata testata in un precedente viaggio, in Islanda, e ci ha salvato contro gli acquazzoni permettendoci di avere sempre capi asciutti da indossare. Considerando che andremo incontro all'inverno, i primi due mesi, e alla stagione monsonica negli ultimi mesi abbiamo applicato questa soluzione anche in questo viaggio. 

Per quel che riguarda le scarpe, potendone portare solo un paio oltre ai sandali, abbiamo optato per delle scarpe da trekking in Goretex ma basse, senza protezione per la caviglia. Questo per combinare la robustezza delle scarpe da montagna alla versatilità di quelle da tennis. I sandali invece, oltre a poter fungere da scarpe nei climi caldi, sono un ottima soluzione per fare la doccia negli ostelli.

Contro il freddo particolarmente importanti sono anche guanti, sciarpa e cappello. Per i primi noi abbiamo preferito usare dei sottoguanti touch, oltre a dei guanti non troppo pesanti, in modo da non avere sempre una protezione durante l'utilizzo del cellulare. Per quel che riguarda la protezione del collo e della testa noi utilizziamo sempre due colli di pile della Quechua, molto funzionali e leggeri.

Siccome siamo due ingegneri testardi e orgogliosi ognuno ha seguito la propria testa nello scegliere il vestiario, quindi sono venute fuori soluzioni leggermente differenti. 

Questo è il setup di Marco, (ovviamente parte di questo vestiario verrà indossato):

  • Intimo
    • 5 mutande
    • 6 paia calzini
      • 3 paia di calzettoni
      • 2 paia di fantasmini
      • 1 paio di calzettoni da sci
    • 2 magliette di lana a maniche corte
    • 2 maglie termiche
    • 2 calzamaglie
  • 2 Pile
    • 1 leggero
    • 1 pesante
  • 4 Paia di pantaloni
    • 1 leggero da trekking
    • 1 pesante da trekking
    • 1 paio di jeans
    • 1 paio di pantaloni corti
  • 1 Pigiama / tuta leggera
    • 1 maglietta nera a maniche lunghe
    • 1 paio di pantaloni sintetici leggeri
  • 3 Magliette a maniche corte
    • 1 da trekking
    • 2 "civile"
  • 1 Maglietta a maniche lunghe
  • 1 Costume a calzoncino
  • 1 micro-piumino Quechua
  • 1 Piumino non troppo pesante
  • 1 Guscio in goretex
  • 2 Paia di scarpe 
    • 1 paio da trekking
    • 1 paio di sandali aperti
  • 2 Paia di guanti
    • 1 paio di sottoguanti touch
    • 1 paio di guanti 
  • 2 Colli quechua
  • 1 Collo leggero
  • 1 Cintura sportiva

COMMENTO DI MARCO: Come si evince dalla lista la mia preoccupazione più grande era il freddo. Il caldo lo sopporto meglio e al limite mi spoglio e risolvo il problema, ma le temperature rigide sono una brutta bestia! Ovviamente in un viaggio del genere l'unica soluzione è l'abbigliamento a strati. Nel "worst case scenario" di freddo polare il mio abbigliamento prevederà:

  • Gambe
    • Calzettoni da sci
    • Calzamaglia pesante
    • Pantalone pesante da trekking
  • Corpo
    • Maglietta di lana a maniche corte (per me il primo strato è fondamentale :P )
    • Maglia termica
    • (Pile leggero, ma deve proprio fare una bufera)
    • Pile pesante
    • Micro-piumino Quechua (questo non me lo metto mai da subito ma è fantastico per un rinforzo immediato)
    • Piumino esterno

Più la temperatura si alzerà e più toglierò strati o sostituirò capi pesanti con l'equivalente più leggero.

La decisione di portare i Jeans è stata dettata sopratutto dalla necessità di avere un capo comodo e con il quale essere a mio agio in tutte le situazioni. In altri viaggi mi è capitato a volte di sentirmi un alieno tutto vestito con capi tecnici. Quindi nonostante avessero un peso non indifferente sono stati inseriti nella lista. 

Le maglie a maniche corte ce le siamo portate per averne qualcuna i primi giorni di caldo, poi le compreremo in loco. La maglietta tecnica la useremo in caso di trekking o attività in posti caldi. Il costume può sempre essere utile e può anche fungere da calzoncini corti in caso di bisogno.

La tuta leggera con maglietta a maniche lunghe mi serve sia per stare rilassato nelle aree comuni delle guesthouse sia per dormire. Inoltre in caso di bisogno posso sempre utilizzare questi capi per vestirmi.

 

Questa è invece la lista di Erika:

  • Intimo
    • 6 mutande
    • 6 paia calzini
      • 2 paia di calzettoni
      • 2 paia di calzini leggeri
      • 1 paio di calzettoni da sci
    • 2 reggiseni
    • 2 maglie termiche
    • 1 calzamaglia
  • Leggings felpati 
  • 2 Pile
    • 1 leggero
    • 1 pesante
  • 4 Paia di pantaloni
    • 1 leggero da trekking
    • 1 pesante da trekking
    • 1 paio di jeans
    • 1 paio di pantaloni corti
  • 1 pantalone per dormire o stare comoda in guesthouse 
  • 3 Magliette a maniche corte
    • 2 da trekking 
    • 1 "civile" smanicata
  • 2 Magliette a maniche lunghe 
  • 1 Costume 
  • 1 micro-piumino Quechua
  • 1 Piumino 
  • 1 Guscio in goretex
  • 2 Paia di scarpe
    • 1 paio da trekking
    • 1 paio di sandali aperti
  • 2 Paia di guanti
    • 1 paio di sottoguanti touch
    • 1 paio di guanti 
  • 2 Colli quechua
  • 1 Collo leggero

COMMENTO DI ERIKA: Al contrario di Marco non mi sono comprata pantaloni da trekking felpati per contrastare i climi freddi, ma un paio di leggins felpati da mettere sotto ai pantaloni leggeri da trekking, questo per avere una maggiore flessibilità di utilizzo. 

Come abbigliamento notturno ho previsto un paio di pantaloni larghi leggeri e come maglietta una di quelle a maniche lunghe (in climi freddi) o a maniche corte (in climi caldi) che possono essere tranquillamente utilizzate anche per uscire. 

Non mi sono portata le "maglie della salute" da indossare sotto a quelle termiche perché punto tutto sul micro-piumino Quechua in caso di freddo estremo.

Per il resto valgono i commenti di Marco (alla fine non abbiamo fatto scelte così differenti :P).

 

BAGNO

Non sapendo dove avremo dormito dovevamo avere tutto l'occorrente per mantenere le caratteristiche della specie umana civilizzata anche avendo a disposizione solo una doccia in una spiaggia. Abbiamo preparato un unico beauty case con tutto il necessario per entrambi, esclusi gli spazzolini e il dentifricio che li metteremo sulla parte alta dello zaino, sempre a portata di mano. 

  • Beauty Case (nello zaino di Marco)
    • Deodorante
    • Kit tagliaunghie
    • Cotton fioc
    • Shampoo e balsamo in boccette (come scorta)
    • Saponetta
    • Spazzola e pettine di piccole dimensioni
    • Rasoio
  • Kit spazzolino e dentifricio
  • Borsetta per i trucchi (nello zaino di Erika; perchè ogni tanto è bello sentirsi donna :P)
    • Mini-mascara
    • Matita
    • Fondotinta con mini-pennello
    • Piccolo set di ombretti
  • Asciugamano in microfibra (uno per zaino)
  • Phon da viaggio (nello zaino di Erika)
  • Shampoo e Balsamo (da ricomprare quando esauriti)

Per lo shampoo, il balsamo e il dentifricio abbiamo pensato molto se utilizzare o meno i fantastici kit da viaggio che permettono di risparmiare notevole spazio. Alla fine ragionando sul fatto che qualsiasi set avesse una durata molto limitata nel tempo e che quindi avremo dovuto ricomprare quello che trovavamo dove eravamo in quel momento, abbiamo deciso di partire direttamente con dei flaconi standard.

Il phon può sembrare un vezzo ma da esperienze fatte nei precedenti viaggi lo abbiamo promosso ad oggetto molto utile, sopratutto nei climi freddi. Farsi la doccia la mattina e poi uscire quando fuori ci sono 3 gradi o farsi la doccia la sera e poi andare a dormire con i capelli bagnati non sono esperienze piacevoli. Inoltre per velocizzare il processo di asciugatura di qualche capo di abbigliamento è una manna dal cielo. Ovviamente in caso di viaggi solo nei climi caldi può essere lasciato a casa. 

Come detto al posto delle ciabatte utilizzeremo i sandali.

CUCINA

Questa sezione merita una spiegazione. Noi siamo fermamente convinti che parte fondamentale di un viaggio sia l'assaggiare la cucina locale perché la cucina, come la religione, sono gli specchi di un popolo. Però crediamo anche che mangiare per 6 mesi cibo da strada o nei ristoranti non sia salutare, in quanto necessariamente la cucina sarà grassa e notevolmente speziata. Quindi avere con se un piccolo kit da cucina (derivato dai kit utilizzati per i nostri trekking) permette di avere la libertà di cucinarsi qualcosa di più tranquillo una sera che ad esempio non si ha voglia di uscire, permette di risparmiare qualcosina (ma davvero poco) e infine "costringe" ad andare al mercato nelle città che si incontrano, che è sempre un ambiente fantastico!

Questa è la spiegazione razionale. La spiegazione più infantile (e quindi la più importante) è che siamo innamorati dei kit da cucina e volevamo assolutamente portarcene uno con noi. :P

  • Kit da cucina
    • Set di pentola e padella della Quechua da 1 persona
    • Fornellino ad alcool della Alocs
    • Fornellino ad alcool autocostruito (con ripiano)
    • 2 cucchiai di plastica Quechua
    • 2 forchette di plastica Quechua
    • Piccolo tagliere di plastica
    • Accendino
    • Sale e olio in boccette
    • The/camomilla, zucchero e miele
    • Boccetta di alcool
  • 2 bicchieri in silicone richiudibili
  • Sapone biologico del Decathlon
  • Spugna

La descrizione di questo kit non può che partire dalla tipologia di fornellino utilizzato: ad alcool appunto. Questa scelta è stata dettata sopratutto dalla reperibilità in ogni parte del mondo del combustibile. Infatti i fornellini a gas hanno tutti delle bombole specifiche con attacchi più o meno standard che non sempre è facile trovare. Mentre l'alcool (o comunque un liquido che bruci) si può trovare praticamente ovunque. Noi abbiamo iniziato autocostruendoci il nostro fornellino (seguendo la guida a questo indirizzo https://fornelloadalcool.wordpress.com). E' stato veramente facile e il risultato ci ha soddisfatto a pieno. Per un utilizzo in un trekking, dove è necessario esclusivamente portare ad ebollizione dell'acqua, è veramente efficace. Il problema è che per un utilizzo in viaggio avevamo bisogno di qualcosa che permettesse cucine più elaborate e che quindi avesse una durata della fiamma maggiore. Siamo quindi ricorsi ad un modello trovato su Amazon (Alocs) che garantiva un'ottima riserva di combustibile all'interno e quindi una durata perfetta per i nostri scopi. Effettivamente dopo averlo acquistato e testato è stato subito amore; non solo si può stoccare all'interno molto liquido, abbastanza per cuocere tranquillamente un risotto (non di quelli pronti da 5 min), ma si può anche regolare la fiamma, spegnere in qualsiasi momento e riaccendere facilmente. Veramente ottimo! Inoltre il supporto pentola incluso è molto funzionale. Abbiamo comunque deciso di portarci entrambi i fornelli per avere il doppio fuoco in caso di cucine veramente elaborate :P.

Il piccolo tagliere di plastica è molto utile quando ad esempio si devono affettare delle verdure o della carne e non si sa dove appoggiarsi; ovviamente può essere riciclato con infiniti utilizzi, uno fra tutti come sottopentola. Il tagliere è stato ricavato da uno di quelli sottili di Ikea, tagliato in dimensioni tali da poter entrare all'interno della pentola per lo stoccaggio. Infine il the non può mai mancare in un nostro kit da cucina essendo la nostra massima fonte di ristoro in ogni situazione.

TECNOLOGIA

Ci siamo veramente portati troppa roba! Lo sappiamo non serve che qualcuno ce lo dica, però anche qui non avevamo voglia di ricomprare nulla ma di utilizzare cose che già avevamo e inoltre avevamo voglia di realizzare questo sito... quindi qualche device occorreva!

  • Mac book pro (decisamente datato ma ancora funzionante)
  • Windows Surface
  • Reflex Pentax-K5
  • Videocamera Panasonic HX-WA30
  • 2 Hard disk per archiviazione
  • E-book reader
  • 2 Smartphones

Il Mac è robusto, la sua batteria dura ancora veramente tanto e le sue applicazioni sono ottime; paga un po' il peso (perchè non è il Mac book air) ma per il resto è ottimo. Ci abbiamo installato anche windows su una macchina virtuale per avere il doppio sistema operativo nel caso ci serva assolutamente un programma non disponibile in Mac OSx. Il Surface è invece ottimo in viaggio: è leggero, la batteria dura più di quanto necessario, ci si scrive benissimo con la tastiera in dotazione e con il pacchetto Office + le applicazioni si può fare veramente di tutto. Solo nel caso di applicativi sviluppati appositamente per PC non può essere utilizzato; ma per quello c'è sempre il Mac.

La reflex è esagerata per le scarse capacità fotografiche dei sottoscritti. Una compatta di alto livello o al massimo una mirrorless avrebbero svolto esattamente lo stesso compito con la metà del peso; ma dovevamo comprarle e non avevamo la testa nel periodo di preparazione (senza contare che dovevamo risparmiare per il viaggio) quindi abbiamo preso la prima cosa che avevamo sul comodino: la mitica K5. 

La videocamera è compatta, waterproof and shockproof...insomma per quando il gioco si fa duro.

L'Ebook reader è una manna dal cielo quando si vogliono avere diversi libri con se. Penso ci sarà utilissimo nei lunghi spostamenti. Noi avevamo un "KOBO" della Feltrinelli e ci siamo portati quello; grazie all'app gratuita connessa a questo e-reader si ha la libreria in condivisione su cellulari e tablet.  

Gli smartphone sono oramai degli insostituibili dispositivi che, se non ti risolvono la vita, per lo meno te la semplificano di molto, anche in viaggio. Tra le mille applicazioni che ci possono essere utili in questa nostra avventura ci sono:

  • Maps.Me: Fantastica applicazione di mappe offline. Si possono scaricare le cartine navigabili di qualsiasi nazione ed è possibile consultarle offline, il tutto illimitatamente e gratuitamente. Oltre alle strade ci sono anche punti di interesse come hotel, ostelli, guesthouse, banche, poste, attrazioni etc etc. Alle volte ci è stata più utile della Lonely Planet
  • Kobo: Attraverso questa app della Feltrinelli ci siamo comprati alcune Lonely Planet in formato e-book. Una volta che ci si prende la mano la consultazione è molto veloce e ci sono alcune features come la possibilità di aprire la posizione degli ostelli su una applicazione di mappe (Maps.Me ad esempio) che facilitano la ricerca dei POI. Per un viaggio in cui si attraversano una decina di paesi è molto comodo non doversi portare dietro pesanti libroni come la LP della Cina. Comunque nonostante tutti questi innegabili vantaggi, va detto che si rimpiange un po' il cartaceo.
  • MoneyLover: si possono tenere in conto TUTTE le spese fatte durante il viaggio e dividerle per tipologia. Ci servirà per tenere sotto controllo le nostre spese e dare un'idea dei costi per paese a chi dovessero servire (vedi rubrica Quanto costa?)
  • Currency: per avere tutti i tassi di cambio disponibili offline (aggiornati all'ultima volta che si è utilizzata l'app con connessione)
  • Google Translate: Utilissimo scaricandosi i pacchetti di lingue per utilizzarlo offline (in Cina il mondo Google non funziona quindi solo se scaricato preventivamente il pacchetto si può utilizzare)

MEDICINE

Come regola generale ci siamo portati tutti quei medicinali che necessità di prescrizione medica e che quindi non sarebbe stato possibile reperire in viaggio. Ovviamente ci siamo fatti consigliare dal nostro medico di famiglia e dal centro vaccinazioni internazionali (quello di Torino).

  • Antibiotico generico
  • Antibiotico intestinale
  • Tachipirina
  • Cerotti e disinfettante
  • Malarone
    • dovendo restare per molti mesi in zone malariche è impensabile farsi la profilassi per la malaria che comporterebbe il dover prendere una pastiglia al giorno di Malarone per più o meno 5 mesi. In accordo con il centro vaccinazioni, quindi, ci siamo portati lo stesso il Malarone da usare come cura a posteriori in caso si manifestino i sintomi. Cercheremo comunque di proteggerci con repellenti e vestiti lunghi dal tramonto all'alba (cercheremo poi stanze con zanzariera).
  • Dissenten (questo tipo di medicinali si trova ovunque ma, primo quando serve è sempre ottimo averlo dietro e secondo con la scatola si riesce a comunicare meglio il principio attivo al farmacista...sempre che abbia il tuo stesso alfabeto...)

Per tutto il resto ci affideremo alle farmacie locali.

MISCELLANEOUS

Questa è la lista di tutto quello che non rientra nelle altre liste

  • Torcia da testa (ottima fonte di luce avendo le mani sempre libere)
  • Sacco a pelo +15 (molto leggero ma utilissimo sia per dormire in luoghi poco puliti sia per campeggi estivi in attività outdoor)
  • Portafogli con catenella (solo pochi soldi nel portafoglio, il resto nella sacchetta da legarsi in pancia, la catenella è più che altro per non perderselo accidentalmente)
  • Occhiali da sole
  • Salviette umidificate (in caso non si abbia un lavandino disponibile)
  • Guide LP
  • Corda per stendere i panni (è una dyaneema, molto resistente e quindi può essere utilizzata per molti altri scopi)
  • Fasce per legare qualcosa esternamente allo zaino
  • Leatherman Charge TTi (utilissimo in mille situazioni, molto più del classico coltellino svizzero)
  • Agendine + penne
  • Amuchina gel mani
  • Mini kit cucito
  • Kit antipioggia (in previsione dei monsoni)
    • pantaloni impermeabili Quechua
    • poncho Quechua
  • Assorbenti (una sola confezione)
  • Sezione stupidità di Marco (sono sempre nello zaino per le escursioni e non li ho tolti per il viaggio)
    • fire lighter
    • fischietto di emergenza 
    • mini maglite (torcia)
    • coperta di emergenza

In più abbiamo portato una bacinella per lavare panni o piatti (utilissima quando il lavandino è in comune, è sporco o non ha il tappo per chiudere lo scolo).

SOLDI & DOCUMENTI

Noi ci siamo portati passaporto (ma va?), carta di identità e patente (Marco anche quella internazionale perchè ce l'aveva già). Per quel che riguarda i soldi abbiamo entrambi 2 carte di credito, sbloccate per i paesi extra euro, più 2000$ cash. Il contante ci è necessario in quanto in Iran le carte di credito non funzionano e poi è sempre bene averne ovunque in caso che gli ATM non funzionino.

Inoltre ci siamo portati una decina di fototessera a testa per provvedere ai visti da fare in viaggio.

Il passaporto, insieme alla maggior parte dei soldi e a una carta di credito, sono nascosti nella sacchetta che mettiamo sotto i vestiti (di solito infilata nei pantaloni per essere sicuri di non perderla). Nel portafoglio ci sono solo i soldi per una giornata.

COMMENTI DOPO UTILIZZO

VESTIARIO

  • MARCO
    • L'assetto invernale è stato perfetto e non ho mai sofferto il freddo in modo insopportabile. Forse l'unica cosa che non porterei è la doppia calzamaglia che essendo senza "piede" può essere lavata meno spesso e asciuga abbastanza in fretta su un termosifone: una sarebbe bastata.
    • Le scarpe sono state perfette. Il fatto di non essere con la caviglia alta ha permesso una maggiore flessibilità e anche adesso con il caldo si portano molto meglio. Comunque ci hanno permesso di affrontare neve, trekking e le più disparate attività in sicurezza.
    • Il nobel va dato al micropiumino Quechua che può essere aggiunto in caso di freddo polare e garantisce un microclima fantastico.
  • ERIKA
    • L'aver portato i jeans è stata la scelta migliore; l'abbigliamento tecnico è molto comodo ma molte volte mi sono sentita un po' poco "donna".
    • Sempre per la serie è bello essere femminile ogni tanto anche in viaggio, mi è mancato non essermi portata una maglietta a maniche lunghe un po' più carina, da poter utilizzare durante qualche cena un po' meno da cinghiali. Menomale che a questo ci ha pensato la nostra amica iraniana Nasibe che, insieme a tutta la famiglia, mi ha regalato una maglia bellissima.
    • Anche per me il nobel va al micropiumino Quechua, me lo sono messo molto spesso durante i primi due mesi di clima rigido. Il piumino che avevo comprato della Quechua è stato perfetto, tranne il fatto che non ha cappuccio e spesso ho sentito freddo al collo; ma per questo ho sempre chiamato in campo il micropiumino che se allacciato fino in cima con il suo mitico cappuccio isola anche al polo Nord.
    • L'aver scelto la soluzione flessibile di leggins felpati più pantalone leggero è stato ottimo; di solito non sento molto freddo alle gambe e in molte occasioni se avessi avuto solo pantaloni felpati sarebbe stato una condanna. Inoltre ho messo anche spesso i leggins da soli, che, come i jeans, sono un po' più femminili.

BAGNO

Il phon è stata una scelta azzeccata ed è stato utilissimo con il freddo. Anche di tutto il resto non si può dire che bene.

In 2 mesi e mezzo ho usato i trucchi forse 3 volte, ma non mi pento di averli portati. L'astuccio che mi sono portata è veramente minuscolo e c'è solo l'essenziale (di certo non posso fare trucchi elaborati) ma quelle 3 volte mi sarebbe pesato non averli.

CUCINA

Come detto è la nostra passione e ci piace cucinare quando possiamo. Quindi anche questo "peso" nello zaino lo abbiamo portato con piacere. Solo in Cina occidentale, dovendo soggiornare in hotel quasi di lusso (dotati di rilevatori di fumo) per la mancanza di alternative per "foreigners", non abbiamo potuto utilizzarla. Per il resto ci siamo divertiti un mondo :).  Anche l'alcool come combustibile è stato perfetto: in Iran siamo addirittura riusciti a trovare quello per bruciatori che non emetteva il minimo odore. In Laos solo quello etilico che però svolge benissimo la funzione. Invece non abbiamo mai visto nei negozi le bombole del gas (ma magari cercando meglio c'erano anche quelle). 

TECNOLOGIA

Una sola parola: pesante! Ma tutto ci è servito: il doppio pc per scrivere in contemporanea, l'ebook reader nei treni o negli autobus, la reflex per fare le foto (ma qui come già detto sarebbe bastata una compatta), la videocamera per il kayak e gli smartphone per tutto!!

MEDICINE

Ci siamo presi 2 volte mal di gola e tosse e abbiamo sempre trovato sciroppo per la tosse nelle farmacie (ci siamo sempre fatti capire).

MISCELLANEOUS

Ci è servito tutto tranne le corde per legare le cose esternamente allo zaino visto che gli zaini ne sono già forniti.

 

 

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