Koh Tao - Tornar bambini tra gavettoni e pistole d'acqua

13 - 15 Aprile 2016

Quando siamo partiti a Gennaio dopo aver deciso di spendere i primi mesi in Asia Centrale per fare il viaggio via terra ci capitava spesso, nelle giornate più fredde, di sognare di essere nelle isole della Thailandia in costume con un cocktail in mano, come da piano iniziale! Sono passati 3 mesi e finalmente ci siamo…sembra strano, ma per noi è come se fosse uno spaccato di vacanza all’interno del viaggio. Si, perché viaggiare come lo stiamo facendo e fare una vacanza sono due stili molto diversi e richiedono anche energie e uno stato mentale diversi. Adesso siamo pronti a viverci queste 2-3 settimane in completo relax, godendoci il mare dei tropici!

Il mattino alle 4:30 l’autobus si ferma in mezzo ad una strada e fa scendere quelli di noi diretti a Koh Tao per farci salire in un altro autobus, il tutto si svolge con un livello di gentilezza che a quell’ora, dopo una notte non proprio comoda, fa saltare i nervi. Facciamo un’altra mezzora di tragitto e poi veniamo scaricati (perché così veniamo trattati) al porto, in cui dovremmo aspettare un’altra ora buona prima della partenza del traghetto. La logistica di questo spostamento dovrebbe essere curata un po’ meglio!
Verso le 10 raggiungiamo la fatidica Koh Tao e corriamo a cercare una sistemazione: un altro cruccio che avevamo a causa del capodanno thai era quello di non riuscire a trovare un alloggio economico. Invece dopo una mezzoretta abbiamo già trovato un bungalow per le nostre tasche, non è proprio sul mare come desideravamo, ma è a pochi metri da esso e in una posizione un po’ appartata che ci permetterà di salvarci dai festeggiamenti del Songram!
Posiamo di corsa gli zaini e la prima cosa che facciamo è andarci a comprare due fucili ad acqua per partecipare alle battaglie che sti stanno svolgendo in ogni strada dell’isola per festeggiare e noi non ci tiriamo indietro: andiamo in giro con i nostri mitra e spariamo a più non posso contro ogni bersaglio…avere 30 anni e non dimostrarli per niente!

”Koh
Avere 30 anni e non sentirli

Dopo un’oretta a divertirci come bambini cerchiamo di dare una svolta alla giornata, cerchiamo un noleggio di motorelle e, fucili sempre alla mano, ci mettiamo in sella! La situazione richiede un grado di attenzione elevato, le strade sono tutte bagnato e ad ogni angolo c’è qualcuno pronto a tirarti una secchiata d’acqua (a volte anche ghiacciata) e ad aggravare il tutto c’è la guida a sinistra…ma Marco tiene botta, mentre io dietro sparo a più non posso contro i passanti!
Giriamo dapprima un po’ a caso e poi andiamo a cercare una bella spiaggetta in cui passare il pomeriggio, ma l’impresa è più ardua del previsto: una volta lasciato il paese con le sue strade battute, ci si addentra in un territorio tutt’altro che pianeggiante con dei sali scendi degni delle montagne russe…a volte me la faccio proprio sotto, anche se Marco ha il perfetto controllo del mezzo! Più ci addentriamo e più la strada si fa sterrata, piena di buche, che in quelle discese/salite ripide non facilitano certo la situazione!
Con il sole alto nel cielo e la motorella che solca le strade tortuose di Koh Tao riusciamo ad arrivare nella parte nord dell’isola in cui si trova la famosa Mango Bay, ma quando riusciamo a raggiungerla vediamo che è a pagamento. Decidiamo di girare un altro po’ con la zona, ma tutte le spiagge sembrano essere a pagamento. Siamo esausti, il caldo sta diventando insopportabile ed è anche ora di pranzo, ci stiamo quasi per arrendere e tornare indietro quando Marco decide di fare un’ultima prova in fondo all’ennesima discesa vertiginosa. Va senza di me a perlustrare e torna in su che si vede prima il suo sorriso che lo scooter, che fa fatica a fare quella salita. Ha trovato il nostro posticino!! Scendiamo di nuovo e ci troviamo davanti il paradiso che cercavamo. La spiaggetta è piccola (non è a pagamento ma si deve comprare qualcosa da bere per entrare), ma c’è tutto quello che si potrebbe desiderare: poca confusione, l’acqua cristallina e gli scogli per fare snorkeling per vedere i pesci tropicali. In più accanto alla spiaggia c’è anche un piccolo ristorante in cui ci ristoriamo prima di goderci la spiaggia!
Il posto è davvero fantastico e rilassante ma io devo fare i conti con i pesci. Purtroppo ho anche questa fobia inespressa, ma, mi accorgo solo adesso, molto forte. Non mi sento a mio agio a stare in acqua con tutti quei pesci che mi girano intorno e mi ci vuole un bel po’ per convincermi che non è nulla e che possiamo convivere senza problemi, io e i pesci, nello stesso ambiente! E’ dura ma alla fine ce la faccio e mi faccio un bel bagno rilassante, ma non me la sento ancora per buttarmi nello snorkeling, oltre al fastidio dei pesci intorno a me, ho un’immensa paura degli scogli sott’acqua. Stare sott’acqua con la maschera, sentendo solo i suoni profondi del mare e vedere sotto di me quell’intreccio di scogli, di tanto in tanto più fitti e più complessi, mi lascia senza fiato, come se fossi chiusa in un ascensore. Provo a fare qualche metro con la maschera ma vengo sorpresa violentemente da questa sensazione e sono costretta ad uscire, o perlomeno a restare vicino a riva dove il fondale è sabbioso. Lo so, sono una pippa e non mi diverte esserlo, vorrei essere entusiasta all’idea di stare tutto il pomeriggio ad osservare il panorama marino tropicale, vorrei spingermi su quei scogli e dirimerne l’intreccio, vorrei, vorrei, vorrei…ma quella sensazione al petto, quel respiro corto, quel panico insensato mi bloccano e non sono semplici capricci! Cerco di convincermi che affronterò tutto questo piano piano, un passo dopo l’altro e alla fine vincerò anche questo…ma che fatica cercare sempre di migliorarsi, a volte sarebbe molto più semplice dire “sono fatta così” e arrendersi, ma Marco mi dice che non sarei io!
Nel frattempo cerco di godermi il relax in spiaggia mentre Marco si mette la maschera e va ad esplorare questo mondo misterioso, e al suo ritorno mi racconta entusiasta, con gli occhi felici come quelli di un bambino, tutti i pesci strani che ha visto…e che io forse non vedrò mai!

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Coralli e ricci di mare

Il pomeriggio passa così, con questo paradiso davanti e qualche pensiero di troppo nella mia testa, ma la sera scende lo stesso, il sole inizia a nascondersi, almeno lui può farlo!
Riprendiamo lo scooter e ci aspettano di nuovo quelle strade ripide a tortuose fino a raggiungere il paese, in cui ci aspettavamo ancora gavettoni e urla. Invece tutti i festeggiamenti si sono già placati e tutti stanno iniziando a pulire le strade e ritirare i bidoni di acqua.
Prima di tornare la bungalow vogliamo fare un giro nella parte sud dell’isola per vedere se ci sono altri bungalow sulla spiaggia per coronare il nostro sogno. Di nuovo ci addentriamo dapprima nella giungla per poi risbucare nella costa, sempre con discese ripide e salite da fiato sospeso. Esploriamo un po’ la zona ma ci accorgiamo presto della cruda realtà, ci sono solo resort costosissimi. Con la coda tra le gambe torniamo indietro!
Rincasiamo, ci facciamo una bella doccia nel nostro bungalow e poi usciamo per cena, siamo indecisi su cosa mangiare ma alla fine, nel nostro vagare, incontriamo un ristorante italiano, quello in cui stamattina abbiamo comprato le pistole ad acqua (ogni esercizio commerciale, dalle farmacie ai ristoranti vendono questi oggetti durante il Songram!). Nel menù c’è la pizza e intravediamo un forno a legna…è fatta! Stasera si mangia occidentale, ogni tanto fa piacere sentire qualche sapore di casa, non lo avremmo mai pensato, perché ci è sempre piaciuto addentrarci nelle cucine locali, ma dopo tutti questi mesi sentiamo una mancanza esagerata dei sapori mediterranei…italiani medi??
La pizza non è male, probabilmente in Italia non avrebbe spaccato, ma qui ha il suo perché. Il proprietario poi sembra simpatico ed amichevole e in cambio di una recensione su Trip Advisor, ci fa assaggiare il limoncello e il liquore al cioccolato. Considerando quanto poco siamo avvezzi all’alcol in questi ultimi mesi, usciamo dal ristorante barcollando! Noi siamo prontissimi per i festeggiamenti del capodanno, ma ci guardiamo in giro e non c’è traccia, né di feste in spiaggia, né di locali affollati, tutto troppo calmo: ma solo di giorno si scatenano?? Forse siamo nella zona sbagliata, ma non abbiamo le forze per prendere lo scooter e andare a girovagare altrove in cerca di qualche festa in spiaggia!
Il mattino dopo come primo task andiamo a cambiare scooter, abbiamo ben visto ieri come sono le strade e ci vuole un mezzo con freni ben funzionanti e il nostro decisamente non li aveva, tanto che in alcune discese sono dovuta scendere per non rischiare. La signora delle motorelle non è molto soddisfatta di questa richiesta, ma deve farci pace…o la accetta o noi cambiamo noleggio! Alla fine riusciamo a fare lo scambio e questa volta sembra che i freni siano migliori.
Come prima meta decidiamo di andare a Mango Bay, che tutti decantano, anche se a pagamento. Una volta arrivati, parcheggiamo il motorino in cima alla collina e poi ci facciamo una scalinata niente male per raggiungere la spiaggia….la spiaggia? Quale spiaggia?? La scalinata termina in un bellissimo resort con piscina e con solo una piattaforma per l’attracco delle barchette. Abbiamo pagato per questo? Ebbene si!! Abbiamo però letto che sui fondali c’è una bellissima barriera corallina quindi Marco si tuffa per un po’ per andare a cercare questo tesoro…e sotto i suoi occhi appaiono i primi coralli!! Me li descrive e sembrano così lontani dall’immaginario comune tanto che ci chiediamo se siano davvero coralli!
Non sapendo dove fermarci risaliamo faticosamente la scalinata, sudando come mai avevo sudato nella vita e riprendiamo la motorella con destinazione la sicura spiaggetta di ieri, per non sbagliare!
Pranziamo con una fresca insalata e il pomeriggio lo passiamo in spiaggia, tra qualche bagnetto e qualche mio tentativo di fare pace con le mie paure. Qualche minuto in più di ieri riesco a stare tra gli scogli, sempre meglio di niente, ma la strada è ancora molto lunga e devo ancora capire se ho voglia di intraprenderla! Marco, però, mi racconta di pesci pappagallo, come quelli nel cartone di Nemo, e di altri pesci coloratissimi e delle forme più svariate e impensabili!

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Il primo incontro con i pesci pappagallo

Quanto vorrei essere come lui!! Quanto vorrei poter essere al suo fianco a condividere queste piccole scoperte invece che ascoltarne solo i racconti e cercare a fatica di immaginare la bellezza. La crisi di nervi è sempre più vicina, non riesco ad accettare questa condizione, non riesco a fregarmene e a stare in spiaggia spensierata a leggere un libro, non riesco a non desiderare di essere diversa…ma allo stesso tempo non riesco a combattere per esserlo! Bloccata! In panne! E tutto queste mi impedisce di essere grata di essere qui, dove tutte le persone che conosco vorrebbero essere invece di guardare dalla finestra dei loro uffici una primavera non ancora sbocciata. Io sono qui e sono dentro al sogno di tutti, ma non riesco a viverlo…come è strana la vita, come siamo strani noi esseri umani, come sono strani i sentimenti e le paure!
E di nuovo intrappolata tra questi pensieri piano piano si fa sera, è tempo di riprendere lo scooter e tornare al nostro bungalow, ma questa volta il tragitto si fa più insidioso: uno dei freni della motorella aveva smesso di funzionare appena l’avevamo parcheggiata, adesso dopo un po’ di ore di riposo sembra magicamente rifunzionare, ma non ci possiamo più fidare come prima, chi ci assicura che non smetterà di nuovo all’improvviso? Quindi facciamo la strada verso “casa” molto lentamente, nelle discese più ripide scendiamo dalla motorella e la portiamo a mano, una faticaccia ma sempre meglio che schiantarci da qualche parte!
Rientrati, ci facciamo una doccia ristoratrice anche se il morale è clamorosamente basso e con queste facce andiamo a cena, anche stasera vogliamo mangiare occidentale, ma non ci sono tantissime scelte quindi optiamo per un costosissimo hamburger…proprio così, la cucina locale costa pochissimo ma appena ti avvicini al più semplice piatto occidentale i prezzi si fanno anch’essi commisurati al tenore di vita occidentale! Durante la cena riusciamo a riprenderci un po’ e ci perdiamo tra i ricordi delle prime volte che ci vedevamo, quando, appena conosciuti e senza nessuna mira, ognuno di noi due sentiva delle vibrazioni ancora impossibili da decifrare. Ricordiamo a memoria ogni singolo attimo di quei mesi in cui ci siamo conosciuti, in cui lentamente ci siamo avvicinati e cercati fino all’esplosione dei sentimenti più profondi, ma ogni tanto ci piace “svelare” come vivevamo segretamente quei momenti come se non ce lo fossimo mai raccontato.
Il giorno dopo è tornato un po’ di sereno nei nostri cuori e già si vede dal mattino, siamo tornati ad essere vicini come sempre, vibranti nelle stesse frequenze! Riprendiamo la motorella malmessa (sebbene non abbia più smesso di funzionare non ci fidiamo ancora del freno) ed andiamo ad esplorare la costa nord per vedere se oltre a resort di lusso ci sono anche spiagge accessibili. Facciamo il solito saliscendi nelle strade tortuose che danno carattere a questa isola e alla fine ci ritroviamo di fronte ad una spiaggia immacolata, quasi vuota, con un’acqua cristallina…abbiamo davanti a noi il tipico scenario delle spiagge tropicali, quelle che si vedono negli screensaver dei pc quando si avvicina l’estate.

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La meravigliosa spiaggia tropicale

La zona degli scogli è limitata e il fondale per lo più sabbioso, cosa che fa ridurre le possibilità di trovare coralli e pesci strani, ma che fa rilassare nettamente me e la mia testa un po’ bacata che oggi si prende un giorno di ferie!
Cosa si può raccontare di una giornata così? Non abbiamo fatto niente di particolare, abbiamo letto un po’, abbiamo bevuto qualche milk shake e ci siamo fatti dei bagni lunghissimi…niente di particolare appunto, ma niente ci è mancato, eravamo noi in questo paradiso e questo ci è bastato.

”Koh
Che pacchia!

Poco prima di venire via vediamo un gruppetto di thailandesi che armati di machete salivano gli alberi di cocco e raccoglievano noci di cocco (appena sopra il posto in cui ci eravamo sdraiati…molto pericoloso!). E dopo un po’ la signora che era con i due aitanti raccoglitori di cocco, ci ha offerto una delle noci di cocco, ce l’ha tagliata in cima in modo che potessimo bere l’acqua del cocco. Io inizialmente pensavo che volesse essere pagata, ma ho deciso per una volta di non essere sospettosa e di accettare questo dono che poi si è rilevato davvero un dono e un sorriso è l’unica cosa che ha voluto in cambio! Quando succedono queste cose, quando le persone ti regalano i loro occhi profondi, la loro diversità e la loro ospitalità mi sento davvero in pace con il mondo. E’ davvero rasserenante vedere che ci sono delle oasi di mondo in cui non è tutto governato dalla logica del profitto, del tornaconto, dello spennare il prossimo per trarne un vantaggio…ma ci sono anche sorrisi veri e sinceri come quelli della signora del cocco e c’è ancora la voglia di autenticità, di rispetto reciproco, di dolcezza!
Cosa si può volere di più da una giornata come questa?? Una vera pizza!! Allora che pizza sia! Senza rimpianti dimentichiamo la cucina indocinese per 3 giorni di fila in cambio del piatto che fa di noi italiani un popolo unito. Torniamo nel ristorante del simpatico connazionale in cui siamo stati 2 giorni fa, ma ci guardiamo bene dal tornarci senza avergli messo la recensione su TripAdvisor, tanto insistentemente ce l’ha chiesta l’altra sera.
Il ristorante stasera è più vuoto e Toni, il proprietario, questa volta ci dedica più tempo e ci si rivela per quello che realmente è: l’espatriato caso umano, non diverso da quelli incontrati all’ambasciata a Bangkok! Inizialmente approdato a Pukhet, qualche anno fa (e già la meta la dice lunga) e dopo essersi stancato della vita dissoluta (20 donne al giorno a suo dire), si dirige verso Koh Tao per incontrare un amico. Qui conosce una thailandese, la cui famiglia gli dà ogni mezzo necessario per mettere su un’attività, fa un figlio (che appella come “mongoloide” quando per timidezza si rifiuta di parlare in italiano con noi) e si stabilisce permanentemente in questa isola, dove permanentemente significa che non ne è più uscito, neanche per andare un po’ a visitare e capire la nazione che lo sta ospitando. Ma magari non è un caso umano, magari ha solo trovato l’amore della sua vita, magari…! Uno si aspetterebbe da un tipo del genere che ti attacchi bottone parlandoti tutta la sera di calcio, e invece no, e qui ci stupisce: il suo argomento top è TripAdvisor!! Ne è rapito, sedotto, coinvolto fino ai capelli da quel mondo di recensioni che gli fanno perdere o guadagnare stelline, ma non nella stessa misura: con una sola recensione negativa il rating scende vertiginosamente e ce ne vogliono almeno altre 10 per ritornare al punto di partenza…un po’ come il gioco dell’oca. E lui è spaventato da queste recensioni negative, ossessionato al punto tale che ci mostra orgoglioso tutte le sue risposte ai commenti negativi che gli sono pubblicamente stati fatti. Ne è fiero, più che di suo figlio, e ce le fa leggere allo sfinimento facendo un’attenta critica ad ogni parola, quasi come la parafrasi delle più ermetiche poesie. Ma i suoi commenti non sono così ermetici e abbondano di parolacce, offese verso il poveretto che ha osato dire che la pizza non gli era piaciuta. Grottesco! A tratti fa ridere, a tratti ti impietosisce, ma perlopiù è irritante. E l’unica cosa che riusciamo a pensare è menomale che la nostra recensione non è stata ancora pubblicata, era positiva ma non così piena di lodi come si sarebbe aspettato, d’altronde, come ammette lui stesso, ha imparato a fare la pizza solo 6 mesi fa!!
Dopo questo incontro particolare rincasiamo un po’ perplessi, commentando questo esotico personaggio!
Il mattino dopo è tempo di salutare Koh Tao, direzione Koh Phanghan, l’isola del famoso Full Moon Party. Raggiungiamo il molo e prendiamo un tragetto che in poche ore ci porta a destinazione!

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