Arrivederci Laos!!

09 Aprile 2016

Siamo qui, nel terrazzo della nostra guesthouse…davanti a noi il Mekong, questo fiume leggendario che abbiamo incontrato per la prima volta a Jinghong nel sud della Cina quando lo abbiamo guardato non sapendo se lo avremmo rincontrato a breve (per un problema al passaporto per cui temevamo di non superare la frontiera!). Il Mekong! E’ stato un punto fisso del nostro cammino in Laos, ci ha accompagnato in ogni esperienza che abbiamo vissuto, lo abbiamo ammirato al tramonto con la palla rossa che lentamente andava a nascondersi sotto di esso, lo abbiamo attraversato varie volte per andare a scoprire posti nascosti dietro alle sue rive meno conosciute, ci siamo abbracciati immergendoci al suo interno. E adesso siamo qui davanti a dirgli arrivederci. Lo ritroveremo in altri paesi che attraverseremo, ma questo è l’ultimo sguardo da questa prospettiva “laotiana”, rilassata, lenta, magica.

Adesso scorrono tutte le immagini di questi 22 giorni e il corpo si scuote al ricordo delle emozioni forti che qui, dopo tanto, abbiamo assaporato. La giungla!! Da togliere il fiato, ci ha fatto risvegliare il senso di appartenenza alla natura, così tanto stravolta da averne dimenticato le potenzialità. Ma qua no, qua ancora lo sanno quello nasconde, sanno leggerla…ancora per poco purtroppo, qualcuno ha deciso di dare Cultura a questo popolo, la cultura vincente di cui andiamo fieri e che esportiamo in tutto il mondo come se ne fossimo i padroni distruggendo tutte quelle piccole culture locali, diverse, silenziose.

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Gli occhi dei bambini che incantano

 

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La notte nella giungla

Il Laos ci ha fatto anche riscoprire la lentezza, dopo le corse per attraversare la Cina. Qui ci siamo fermati, abbiamo lasciato sedimentare i momenti, siamo andati a cercare i piccoli tesori lontani dalle nuove strade asfaltate che trasportano la modernità, il turismo. Il leggendario Loop, il giro in moto nel cuore del Laos, ce lo immaginavamo proprio così, un tesoro nascosto, che ti devi conquistare attraversando km e km di natura sconfinata solcata da strade piene di buche…oggi lo chiamerei solo Loop, perché la leggenda termina nelle comodissime strade asfaltate che hanno costruito. Ma noi lo abbiamo voluto cercare lo stesso, abbiamo voluto cercare il brivido che provavano le persone anche solo qualche anno fa…abbiamo abbandonato più volte le strade battute per finire su delle risaie abbandonate, su sentieri dimenticati nella giungla, con l’adrenalina e il timore di bucare una gomma in mezzo al nulla, per raggiungere villaggi lontani dalle logiche del turismo, in cui ancora le persone ti offrono gratuitamente i loro sorrisi, in cui ti fanno sedere in mezzo alla “piazza” del paese e con il solo linguaggio degli occhi ti regalano parte di loro.

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Incontri fuori dalle strade battute: studentesse in bici

 

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Il villaggio autentico

E poi è arrivata Don Khon, una delle due isole gemelle del sud che affiorano dai fondali del Mekong. Ci vuole mezza giornata per girarla, per vedere le due più importanti attrazioni che la Lonely Planet sventola tra le sue pagine...ma ci siamo fermati 4 giorni. Cosa abbiamo fatto in quei giorni? Niente di eclatante che si possa raccontare con entusiasmo la sera nelle guesthouse popolate da backpackers che contano le esperienze TOP che hanno collezionato…la abbiamo solo fatta nostra, un po’, perché comunque 4 giorni non bastano per “possedere” neanche 30 km2.

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Il nostro nido visto dal ponte

 

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Un tramonto romantico

Lo stesso stile di viaggio…e di vita…lo abbiamo provato anche a Luang Prabang, la città gioiello del Laos, se non ci vai non sei nessuno. Non è facile vivere con un ritmo rilassato, con la testa libera, specialmente per noi che viviamo nella parte “importante” del mondo che amiamo avere sempre qualcosa da fare, da pensare, qualche obiettivo da portare a termine, qualche successo da conquistare…non è facile godersi una passeggiata al tramonto nelle rive del Mekong in una delle città top del Laos e non pensare che ci sarebbero almeno 8 monasteri buddisti da vedere, il giro in barca per visitare le grotte buddiste, il corso di cucina laotiana e un veloce massaggio tipico e poi, perché no?, un giro sugli elefanti. Difficilissimo. Ma ci abbiamo provato, piano piano, qualche monastero lo abbiamo visto, il giro in barca lo abbiamo pure fatto, ma abbiamo cercato di mescolare la vita da turisti con la gioia di dimenticarsi di essere dei turisti e di avere il tempo di assaporarsi un lungo pranzo arrangiato in una roccia in mezzo al Mekong. I bei monasteri buddisti del Laos, così diversi da quelli cinesi, il giro in barca, le cascate sarà quello che racconteremo, ma quel pranzo, quella lenta passeggiata, il giro al mercato al mattino per cercare qualcosa da cucinarci alla sera con la nostra piccola cucina portatile, l’aver scoperto e testato come si cucina lo sticky rice…questo è quello che porteremo nel cuore, questi sono i ricordi che non perderanno la loro forza negli anni!

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Vista sul Mekong dal nostro posto speciale

 

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Le cene a base di sticky rice

Adesso un nuovo paese ci aspetta, una nuova avventura…in cui speriamo di portare quello che il Laos ci ha insegnato, quella semplicità e rilassatezza di vivere che qui abbiamo Sentito!

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